Sono un Poeta Tech

Da ragazzo le poesie mi piacevano veramente poco, come oggi, inoltre consideravo i poeti non certo un modello.
Ho sempre seguito l’impostazione scientifica anche se mi sentivo vicino agli artisti per la loro creatività che ho cercato di portare nel mondo tech.
Avendo fatto il liceo scientifico non conosco il greco e solo oggi ho scoperto il vero significato di poeta da poiētḗs: colui che fa nel senso sia di creare che di agire.

Sono sempre stato un poeta senza saperlo!
Anzi sono un Poeta Tech.

Fastweb + MIUR = Fastweb4School

Fastweb e MIUR collaborano nel progetto Fastweb4School sostenendo progetti digitali nelle scuole italiane.
Hai un progetto tecnologico per la tua scuola secondaria di primo o secondo grado? Fastweb4School ti aiuterà a realizzare l’idea.

I geek sono i nuovi supereroi

Prendo da un comunicato stampa di una nuova società in fortissima espansione la parte relativa al paragrafo I geek sono i nuovi supereroi quando in Italia i programmatori sono sempre stati considerati minimo gente strana. spesso sfigati:

La crescita di ManoMano si basa fortemente sulla tecnologia: «Da una parte, ogni team all’interno dell’azienda beneficia e usufruisce dell’analisi dei dati e dell’intelligenza artificiale, per migliorare i processi interni e l’interazione tra reparti; dall’altra, l’analisi dei dati è finalizzata al miglioramento continuo della customer experience, poiché il data-driven marketing permette di costruire un’esperienza tailor-made in cui consigli di acquisto, suggerimenti sulle promozioni e collegamenti ad altri prodotti siano generati da uno storico personalizzato»

Coolest Project a Milano alla Fabbrica del Vapore il 4 novembre

Coolest Project, il contest promosso da Coderdojo Foundation, movimento no-profit internazionale impegnato nella diffusione della creatività digitale e del pensiero computazionale tra gli studenti in età scolare, si terrà il 4 novembre a Milano presso la Fabbrica del Vapore (Via Procaccini, 4).

Il primo Coolest Project italiano è un’iniziativa gratuita che prevede la selezione dei migliori progetti per accedere al contest internazionale che si tiene a Dublino il 17 giugno 2018. Alla selezione di Milano partecipano più di 1.500 ragazzi con oltre 150 progetti originali, realizzati singolarmente o in gruppi di tre studenti, nell’ambito della creatività digitale. I progetti, divisi in 6 categorie consistono in applicazioni realizzate con scratch (giochi e animazioni), siti web realizzati in HTML, CSSS e Javascript, giochi, hardware (robot, macchine e hack), mobile app e progetti avanzati con applicazioni web reali.

I prototipi, che saranno presentati il 4 novembre a una giuria di esperti e mentor, saranno scelti valutando l’approccio progettuale e la risoluzione dei problemi affrontati in fase di implementazione.

Durante la giornata, sabato 4 novembre presso la Fabbrica del Vapore, è previsto un fitto calendario di speech. L’inizio dei lavori è alle ore 10.00, il calendario completo degli appuntamenti è disponibile sul sito dedicato (milano.coolestprojects.it).

Sulle STEM siamo indietro ma ESOF 2020 si svolgerà a Trieste!

La cultura classica in Italia, come è giusto che sia, è profondamente radicata.
A livello europeo sulle STEM, Science, Technology, Engineering and Mathematics (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e quindi sulla scelta di corsi di studio e scelte educative volte a incrementare la competitività in campo scientifico e tecnologico siamo il fanalino di coda sebbene le eccellenze italiane tra gli scienziati e le università siano numerosissimi.
A questo si aggiunge una nuova perla e non è certo un caso: Trieste per il 2020 è stata scelta come Capitale Europea della Scienza e vi si svolgerà l’EuroScience Open Forum 2020 (ESOF).

Formazione: l’educatore come un sismografo – don Luigi Ciotti ricorda don Lorenzo Milani

Ieri sera, nella chiesa stracolma di San Martino di Venezze, don Luigi Ciotti ha ricordato don Lorenzo Milani. Quasi due ore dense di contenuti.
Riporto solo un passo: l’educatore è come un sismografo, è in grado di percepire prima degli altri le problematiche, le tendenze negative nella realtà giovanile e quindi nella società.
Droghe, alcool, anoressia e bulimia, dipendenza da consumismo sfrenato, dipendenze da internet (hikikomori) … e la scuola, la scuola degli ultimi di don Milani molto ha fatto e molto può fare.

Articolo più completo pubblicato in EPALE: L’educatore come un sismografo.

Come disegnare una linea in Scratch (e creare una funzione linea)

Scratch funziona come un plotter (penso pochi sappiano di cosa si tratti, immaginatelo come un braccio meccanico dedito al disegno) quindi per disegnare dovete dire:

  1. scegli il colore che preferisci
  2. scegli lo spessore del tratto
  3. scegli la tipologia di tratto (default continuo)

Fatte le configurazioni iniziali per poter disegnare dovete dire penna giù e per smettere penna su
Due sono le modalità

  1. semplicissima inizialmente, difficile in un secondo tempo, indicata per i bambini che possono istruire a disegnare come possono muovere un personaggio in un videogiochi o un robot
    posizionati in un punto (di default l’origine) disegna muovendoti di tot punti (che potrebbero essere passi). Posso cambiare orientazione cambiando l’angolazione (di default gira a destra)
  2. semplice se si conosce l’utilizzo degli assi cartesiani e riprende la
    metodologia più utilizzata da tutti i programmi: posizionati nel punto (x1,y1)
    e vai al punto (x2,y2).

Non esiste in scratch una funzione disegna linea, conviene crearla

  1. In Altri Blocchi “Crea un Blocco
  2. chiamalo linea o come preferisci ed introduci 4 variabili x1,y1,x2,y2
  3. le righe di codice fondamentali da inserire sono 4
    vai a x: x1 y: y1
    penna giù
    vai a x: x2 y: y2
    penna su

ora “linea -20 -20 20 20” disegnerà un segmento da (-20.-20) a (20,20)

La scrittura, la stampa, i caratteri e i font: “programmare una parola”

Scrivere a mano è sempre stato il modo più semplice ed economico di scrivere. Incidere o depositare “colori” era il modo per scrivere.
I problemi principali da sempre 3: trasportabilità, riutilizzo e copia.
La famosa tavoletta di cera era riutilizzabile, la “carta” (di papiro, di pelle, di legno o di …) era trasportabile ma spesso cara.
Pochissimi sapevano leggere, meno sapevano scrivere, inoltre realizzare testi in più copie (copiare) spesso non serviva.
Per poter realizzare più copie, col tempo, si è passati dalla scrittura a mano, alla stampa. Inizialmente i caratteri venivano incisi, spesso in legno, delle dimensioni che servivano, con lo stile che serviva.
Per “stampe personali” arrivò la macchina da scrivere. Serviva a scrivere più veloce e in maniera leggibile, poteva fare almeno una copia, grazie alla carta carbone, si potevano “correggere errori” con il bianchetto, si potevano riscrivere porzioni (ad es. solo pagina 2).
Il salto effettuato con l’avvento del digitale non è stato solo la “smaterializzazione” del supporto dove leggere/scrivere/modificare (con lo schermo posso anche decidere di non stampare o stampare dove voglio) ma soprattutto il passaggio dal carattere fisico al carattere digitale.
I caratteri digitali sono raggruppati in font.
I font hanno gradi versatilità incredibile:
i caratteri possono essere utilizzati di qualsiasi grandezza e non solo a video ma anche in stampa e mantenendo la qualità (non sono immagini e se utilizzati grandissimi non si sgranano)
i caratteri possono essere utilizzati di qualsiasi colore e non solo a video ma anche in stampa
possiamo per ogni carattere cambiare il tipo di font e questo vuol dire di ogni carattere cambiare lo stile ma soprattutto consentire semplicemente l’utilizzo di lingue con ideogrammi o caratteri per noi speciali. Possiamo in questo modo comporre frasi multilingue tenendo presente anche che alcune lingue non si scrivono/leggono come la nostra da sinistra a destra e dall’alto in basso.
In tutta questa versatilità bisogna osservare che grassetto e italico (ed anche grassetto+italiaco) non sono delle istruzioni del tipo, usa un tratto più spesso con la font normale o inclina la font normale bensì usa grassetto e usa italico significano, di quella famiglia di font, con il carattere della stessa grandezza, usa l’equivalente font grassetto e l’equivalente font italico.
Ovvero, se volessimo creare un font, dovremmo disegnare quella normale, ma anche quella grassetto, italico e grassetto+italico.
Ora sappiamo molto su la scrittura, la stampa, i caratteri e i font ma se volessimo capire di più non utilizziamo un font, non proviamo a disegnare un font ma proviamo a “programmare una parola”.
Per programmare una parola non intendo un programma moderno del tipo: utilizza il font …, seleziona la grandezza del font, seleziona il colore del font, posizionati e scrivi.
Per programmare una parola intendo, utilizzando le primitive di disegno fornite, programma (fai disegnare dal programma) una parola.
Ovviamente per una tale attività utilizzeremo la programmazione visuale. Io prediligo Scratch ma anche Snap va benissimo.
Problemi:
1) bisogna conoscere gli assi cartesiani
2) bisogna saper disegnare (segmenti) utilizzando i punti sugli assi cartesiani
3) in scratch non esiste la primitiva linea, se si insegna la necessità e come crearla si è riusciti a spiegare il concetto di codice riutilizzabile e come passare i parametri (uno dei principi fondamentali della programmazione)
4) è subito evidente la difficoltà di disegnare curve
5) bisogna inventarsi un font utilizzando linee. La scelta più semplice è utilizzare tutto maiuscolo in una sorta di primitiva font. Per quanto il tutto risulti abbastanza scontato per non incorrere nella complessità (ad esempio la O sarà un rettandolo) emergono delle difficoltà e la necessità di piccole scelte di stile. Ad esempio: come differenziare O da 0? Oppure come fare la gambetta della Q?
6) si dovrà evidenziare che caratteri così costruiti non sono larghi tutti in egual misura
7) il punto 6) implica che non sarà semplice calcolare la larghezza di una parola e di conseguenza sarà molto complesso centrarla a priori rispetto allo spazio assegnato. Non esiste un comando del tipo seleziona tutta la parola e per centrarla muovila a destra o sinistra di un po’.
8) l’importanza di predefinire correttamente sia gli spazi orizzontali (tra due lettere) che verticali (tra due linee). Pensate in questo contesto la complessità di definire tasto “semplice” come il TAB.
9) 6), 7) e 8) fanno capire la complessità della formattazione, dell’impaginare con uno stile e fare in modo che tutto (testo, fotografie, didascalie, …) dinamicamente e senza errori si aggiornino.
Capite come solo la programmazione, come solo cercare di re-inventare tutto da zero ci può far capire come funzionano realmente le cose?
Sicuramente utilizzate tutti i giorni Word. Sicuramente non avete mai percepito la complessità di sviluppare word e la complessità di gestire al meglio il testo e la versatilità dei font.
Tenete sempre presente questo: più l’informatica diventa semplice da utilizzare (front end), più diventa difficile “dietro” (back end).