Tencent limita l’utilizzo temporale di videogiochi

Tencent, il maggiore distributore cinese di videogame, ha da poco adottato una tecnologia di riconoscimento facciale per limitare il tempo passato trascorso su videogiochi su smartphone e nello specifico con Honour of Kings da noi conosciuto come Arena of Valor.
Il giocatore deve caricare la sua carta di identità che verrà confrontata con database governativi. Tramite il riconoscimento facciale  i giocatori che hanno meno di 18 anni potranno giocare per non più di due ore al giorno, mentre quanti ne hanno meno di 12 anni una.

Verrà bloccato inoltre l’accesso all’app fra le 9 di sera e le 8 del mattino.

Arte gastronomica strumento per migliorare il mondo

Insegnamo l’arte gastronomica strumento per migliorare il mondo.
Crediamo che per imparare a cucinare bisogna prima di tutto imparare a pensare perché ogni piatto è intuito, coraggio, ambizione, è audacia, gioia, memoria e fame di futuro.
E’ una stato d’animo che si realizza.
Imparerete che una tagliata perfetta può rendere affilato un ragionamento.
Un grande riso può far tornare il buon umore.
E il cuoco di una scuola può cambiare il futuro del paese.
Quello di un ospedale può guarire l’umore.
Che un ingrediente povero può far sentire ricco chi lo mangia.
E che una semplice margherita può essere la più nobile delle ordinazioni.
Imparerete che con una penna e un filo d’olio si può scrivere una storia.
Che un piatto intelligente può alzare il QI di chi lo mangia.
Che l’acqua pazza è un modo saggio di valorizzare un sapore.
Che la temperatura di un piatto può alzare quella di una storia.
Che una spezia esotica può allargare i confini di una creazione.
Che i valori nutrizionali sono valori in cui credere al pari di giustizia, uguaglianza e libertà.
Imparerete a cucinare per rendere il mondo un luogo più creativo, più visionario, più sorprendente, più felice e che l’importante è iniziare il viaggio.
IN CIBUM dove tutto ha inizio.

Java per la Campania

Finanziato dal Fondo Sociale Europeo e indirizzato a disoccupati e inoccupati tra i 18 e i 35 anni, Java per la Campania è un’iniziativa che la Regione Campania, Assessorato alla formazione, ha lanciato lo scorso anno per aumentare l’occupazione dei giovani in un contesto, non solo regionale, dove le figure di programmatore e sviluppatore Java sono sempre più richieste.

I corsi sono stati gestiti da Oracle University, la divisione di formazione di Oracle, rendendo così il progetto – concepito in seguito a un’accurata analisi delle esigenze del mercato del lavoro – la più importante iniziativa formativa di Oracle realizzata in collaborazione con una Regione con l’obiettivo di incrementare l’occupazione.

Al termine del percorso, iniziato il 2 luglio, saranno 800 le giornate di formazione erogate in meno di 5 mesi: un imponente piano di training che ha curato tematiche complesse come Java Standard Edition, Java Enterprise Edition, Javascript, SOA e Weblogic Server.

Il progetto “Java per la Campania” è stato accolto con entusiasmo da oltre 1000 giovani che si sono iscritti alle due selezioni in programma. Gli oltre 200 studenti selezionati hanno partecipato a sessioni di formazione realizzate in varie zone del territorio campano per poter facilitare la frequenza; a Napoli, Caserta, Salerno, Acerra, Avellino e Torre del Greco sono state organizzate, grazie alla disponibilità di Università, Amministrazioni locali e Fondazioni private, classi attrezzate per poter svolgere con regolarità e efficacia i corsi.

Gli studenti hanno acquisito i principali skills della programmazione Java, rispondendo con attenzione e curiosità agli stimoli dei docenti ufficiali della Oracle University che li hanno sottoposti all’apprendimento di concetti sempre più complessi, prove, simulazioni e esercizi pratici progressivamente più complicati.

I corsi hanno infatti come obiettivo non solo la creazione di competenze di primo livello nel mondo dell’Information Technology ma anche la possibilità di poter affrontare il complesso esame “Oracle Certified Associate, Java Programmer I”. I primi ragazzi stanno ora affrontando l’esame nei centri Pearson Vue, enti “neutrali” accreditati per l’erogazione delle certificazioni dei vendor IT.

I migliori 100 studenti che otterranno la certificazione entreranno in una specifica graduatoria della Regione Campania e verranno abilitati a ottenere una borsa lavoro per l’assunzione (i primi 50) o un tirocinio (i secondi 50), primo passo per dialogare con le aziende del territorio e avviare un percorso di carriera.

Formazione di Operatori Macchine a CNC: a Bologna la presentazione

A Bologna è stato presentato il progetto di Manpower Academy per la formazione di Operatori Macchine a CNC. Sono corsi di 250 ore e 15 partecipanti, rivolti a giovani diplomati/qualificati in materie tecniche.
Durante il periodo di formazione le aziende del territorio hanno la possibilità di presentare agli studenti la propria realtà e di realizzare colloqui conoscitivi one to one. Dopo lo straordinario successo della prima edizione del corso che si è concluso ad agosto e che ha realizzato un placement importante, che ha sfiorato il 90%, ManpowerGroup e GCode hanno programmato la realizzazione di un minimo di altri 6 corsi per il 2019.
“Crediamo nelle Persone, ci impegniamo a dare loro la possibilità di migliorare le proprie capacità e le incoraggiamo a sviluppare il loro massimo potenziale”, afferma Anna Gionfriddo, Branch Network Operation Director di ManpowerGroup Italia. “Molte richieste di profili del “saper fare” nel made in Italy rappresentano una grande opportunità -soprattutto per i giovani- e allo stesso tempo sono per noi una sfida. È necessario investire sulla specializzazione e la formazione in partnership con le aziende e lavorare in stretta sinergia con il territorio mettendo a fattor comune le competenze e le esperienze di tutti gli attori coinvolti. I distretti italiani rappresentano una “geografia dell’industria” che è stata e deve essere tuttora anche una “geografia del lavoro”, aree estremamente specializzate che -con opportuni progetti- portano grande sviluppo e crescita dell’occupazione”.

Il miglior fresatore d’Italia verrà nominato a Piacenza durante il Campionato Fresatori 2018

Mercoledì 5 dicembre il CNC Contest – Campionato Fresatori Randstad 2018, la manifestazione che nell’ultimo mese ha attraversato l’Italia alla ricerca dei migliori fresatori del Paese, giunge al suo ultimo atto. Presso il Centro Tecnologico Applicativo (TAC) Siemens di Piacenza, in Via Lorenzo Beretti Landi 13, si terrà la finale del campionato, che metterà a confronto i 15 migliori fresatori di ogni territorio, selezionati nel corso delle precedenti tappe, in una prova di programmazione di una macchina a controllo numerico. Il risultato della finale eleggerà il campione nazionale 2018.

Il CNC Contest – Campionato Fresatori Randstad 2018 è un’iniziativa promossa da Randstad Technical, la specialty dedicata alla ricerca, selezione e gestione delle risorse qualificate in ambito metalmeccanico, metallurgico ed elettrotecnico, in collaborazione con Siemens, Cnos-Fap, e con il patrocinio di Ucimu, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione. Un tour in 15 tappe con partenza a Bra (CN) e conclusione ad Arese (MI), passando per Casale Monferrato (AL), Abbiategrasso (MI), Perugia, Roseto degli Abruzzi (TE), Forlì, Montichiari (BS), Trento, Vicenza, Pavia, Modena, Casalecchio di Reno (BO), Firenze e Cremona, che dal 16 ottobre al 26 novembre ha girato l’Italia alla ricerca dei campioni di fresatura di ogni territorio. Il CNC Contest Randstad nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori su una figura professionale molto richiesta dalle imprese ma altrettanto difficile da reperire sul mercato con adeguate qualifiche ed esperienza, mettendo in contatto domanda e offerta di lavoro tra operai specializzati ed aziende alla ricerca di personale.

Nella finale di Piacenza, i campioni di ognuna delle 15 tappe precedenti si sfideranno in un esercizio di programmazione ISO di una vera macchina fresatrice a controllo numerico, utilizzando Sinutrain – il software di programmazione di Siemens in grado di simulare esattamente il controllo numerico Sinumerik – a disposizione nelle aule di training del TAC. I partecipanti, selezionati da Randstad Technical fra neodiplomati e giovani in cerca di un impiego, hanno beneficiato di un corso teorico/pratico di 160 ore sulla programmazione di macchine utensili. “Ad un Contest così altamente competitivo, Siemens ha risposto non solo con un training per i formatori incaricati del trasferimento tecnologico ai ragazzi che hanno partecipato, ma anche con un software di programmazione come Sinutrain che crea il digital twin del reale CNC, con macchine fresatrici a controllo numerico altamente performanti, ma soprattutto con un Centro Tecnologico Applicativo (TAC) dove coniugare didattica e pratica e dove operare come in una vera smart factory”, afferma Nicodemo Megna, Responsabile del TAC di Piacenza di Siemens Italia.

Gli autori dei tre esercizi migliori, selezionati da una giuria tecnica, saranno i protagonisti dell’ultima spettacolare prova del campionato. Abbandonati i simulatori, i tre giovani programmatori dovranno dimostrare la loro abilità cimentandosi nella realizzazione di un autentico pezzo di fresatura con una vera macchina a controllo numerico.

La finale metterà in luce sia le competenze di meccanica necessarie all’analisi della lavorazione sia quelle tecnico-informatiche utili all’inserimento dei corretti comandi di programmazione. I tre fresatori sul podio beneficeranno di un corso di formazione sulla programmazione di macchine a controllo numerico presso il TAC Siemens di Piacenza.

“Il fresatore è un profilo spesso sottovalutato dai giovani, ma che invece può offrire grandi soddisfazioni professionali ed economiche, a patto di possedere il giusto mix di competenze tecniche ed esperienza – spiega Andrea Milan, Project Manager di Randstad Technical. Il CNC Contest è una grande opportunità per questi ragazzi di acquisire queste competenze ed entrare in un settore professionale dove non mancano le offerte di lavoro. Ma è anche un modo per aiutare le imprese a trovare profili adeguati alle loro necessità e una scommessa sul talento dei candidati, che devono dimostrare di poter mettere a frutto le proprie capacità non solo in aula ma anche in azienda. La finale di Piacenza dirà chi di loro è il migliore”.

8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori troppo permissivi

I bambini cominciano sempre prima a cimentarsi con i dispositivi digitali. Secondo una ricerca curata nel 2018 dal Centro per la Salute del Bambino onlus e dall’Associazione Culturale Pediatri in Italia, 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno. Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, anzi alcune applicazioni hanno mostrato di avere un impatto positivo sull’apprendimento in età prescolare, purché usate insieme ai genitori. Piuttosto un monito che sottolinea l’importanza di iniziare sin da subito ad educare i bambini ad un corretto utilizzo degli strumenti digitali. Ecco la ragione che ha spinto l’Associazione Parole O_Stili ad aprirsi anche al mondo dei piccolissimi con la pubblicazione di “Parole appuntite, parole piumate”, il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni che verrà presentato in anteprima a Bari (Fiera del Levante) venerdì 30 novembre durante l’evento “Parole a Scuola”, la giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi organizzata dall’Associazione Parole O_Stili, Università Cattolica, Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con MIUR e Corecom Puglia.

Il Manifesto, che avrà la forma di un libretto, è scritto da Anna Sarfatti illustrato da Nicoletta Costa, ideatrice di Giulio Coniglio ed edito da Franco Cosimo Panini Editore.

“Parole appuntite, parole piumate” sarà uno strumento per genitori ed educatori utile per cominciare da subito a spiegare ai bambini il corretto utilizzo degli strumenti digitali, proprio durante gli anni in cui iniziano i primi approcci ai dispositivi mobili.

10 semplici concetti che i genitori e gli educatori possono spiegare anche ai più piccini. “Parole appuntite, parole piumate” nasce quindi per diventare uno strumento utile all’approccio guidato verso tematiche legate alla presenza nel web affrontando l’argomento in modo ragionato, con un codice linguistico e interpretativo adatto ai più piccini.

Ecco i 10 concetti che compongono il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni:

1. Virtuale è reale
La rete non è un gioco. È un posto diverso, ma è tutto vero. E anche in rete ci sono i buoni e i cattivi: bisogna stare attenti!

2. Si è ciò che si comunica
In rete bisogna essere gentili. Dietro le foto ci sono persone come noi. Se dici cose cattive, saranno tristi. O penseranno che sei cattivo.

3. Le parole danno forma al pensiero
Prima di parlare bisogna pensarci: puoi contare fino a 10! Così riesci a trovare proprio le parole giuste per dire quello che vuoi.

4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha ragione tutte le volte. Imparare ad ascoltare è molto bello, perché si capiscono i pensieri degli altri e si diventa amici.

5. Le parole sono un ponte
Ci sono delle parole che fanno ridere e stare bene, come una coccola o un abbraccio. E abbracciarsi con le parole è bellissimo!

6. Le parole hanno conseguenze
Le parole cattive graffiano e fanno male. Se tu fai male a qualcuno con le parole, poi non è più tuo amico. Tante parole belle, tanti amici!

7. Condividere è una responsabilità
La rete è come un bosco: meglio farsi accompagnare da un grande. E non dire mai a nessuno il tuo nome, quanti anni hai, dove abiti.

8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
Qualche volta non si va d’accordo: è normale. Ma non è normale dire parole cattive a un amico se lui non la pensa come te.

9. Gli insulti non sono argomenti
Offendere non è divertente. Gli altri diventano tristi e arrabbiati. Adesso sei grande e sai parlare: non hai più bisogno di urlare.

10. Anche il silenzio comunica
Qualche volta è bello stare zitti. Quando non sai cosa dire, non dire niente! Troverai il momento giusto per dire la cosa giusta.

Robot educativo SPRK+ di Sphero

RS Components (RS) ha annunciato la disponibilità del robot SPRK+ di Sphero, ideato per fornire agli studenti una formazione pratica di programmazione informatica. Sphero, secondo cui il gioco è un potente maestro, offre attraverso il suo SPRK+ interessanti attività e percorsi didattici per favorire l’apprendimento delle materie STEAM (Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics).

Questo nuovo prodotto si inserisce perfettamente nel programma di lunga data di RS a supporto della formazione e dello sviluppo dei progettisti di domani, sia negli istituti, sia all’università. Ideato per stimolare creatività e inventiva, il robot SPRK+ offre un’esperienza completa ai giovani che desiderano imparare le basi della programmazione e della robotica, oltre alla possibilità di condividere le proprie creazioni con la community di utenti Sphero.

Il robot SPRK+ è utilizzabile tramite l’app Sphero Edu. La piattaforma fornisce percorsi didattici, lezioni e giochi attraverso i quali i ragazzi possono imparare a programmare mediante il disegno semplice, il coding a blocchi e JavaScript.

Ogni robot SPRK+ è dotato di guscio in policarbonato antigraffio, con rivestimento resistente ai raggi UV e luci LED integrate. Il dispositivo è controllabile mediante Bluetooth Smart fino a una distanza di oltre 30 m e può spostarsi a una velocità di 2 m/s. L’SPRK+ può essere facilmente ricaricato a induzione, garantendo oltre un’ora di autonomia a batteria completamente carica. È inoltre possibile aggiungere nuove funzionalità mediante l’app e gli aggiornamenti del firmware.

Olimpiadi della robotica 2018 in Thailandia

World Robot Olympiad Association annuncia che le finali di quest’anno avranno inizio venerdì 16 novembre a Chiang Mai, Thailandia. 484 team per un totale di oltre 1.200 giocatori provenienti da 63 paesi prenderanno parte alla rassegna gareggiando in otto categorie in base a età e attività da eseguire. I team dovranno dimostrare la loro capacità di problem solving e di innovazione utilizzando robot Lego progettati, costruiti e programmati da loro.

Il tema dell’evento 2018 attorno al quale sono basate alcune delle competizioni, è “Food Matters”. Le sfide sono note in anticipo così che i team possano definire il proprio approccio, ma all’inizio dei giochi sarà comunicata una regola a sorpresa che servirà a valutare la capacità di lavorare in squadra, pensare rapidamente e programmare senza aiuto hardware e software. Le squadre dovranno iniziare la competizione con i robot smontati e avranno un tempo limitato (oltre a vincoli dimensionali) per costruire il robot da zero, senza istruzioni o aiuti da parte di adulti.

Dislessia: linee guida per creare e stampare eccellenti materiali

Chi soffre di dislessia ha bisogno di testi chiari e semplici. La dislessia è infatti un disturbo che influisce sulla capacità di lettura e scrittura: i bambini dislessici riescono a compiere queste attività, ma devono impiegare molte energie. In Parlamento è stato presentato un disegno di legge sostituivo della normativa in corso e, in attesa che percorra il suo iter, la rivista GG Giovani Genitori, in collaborazione con Epson, ha stilato alcune linee guida per creare e stampare eccellenti materiali che possono essere un valido supporto per i bambini con disturbi dell’apprendimento.

Cosa rende più leggibile un testo?
Font arrotondati, ma anche carta opaca e colorata, impaginazione curata e sintassi lineare: questi sono alcuni dei principali aspetti che è necessario tenere in considerazione per ottenere testi accessibili anche per i bambini con problemi di dislessia.

Stile e struttura del testo
Per migliorare la leggibilità di un testo, innanzitutto, bisogna limitare la lunghezza delle frasi. Il consiglio è di ridurle a 60-70 caratteri privilegiando un’interlinea ampia (1,5 righe o doppia) e paragrafi brevi per “rompere” il testo. La spaziatura è fondamentale per migliorarne la chiarezza. Può essere d’aiuto per la comprensione usare il grassetto per sottolineare le parole importanti, mentre il corsivo facilita la lettura di parole consecutive. È raccomandato anche l’allineamento a sinistra del testo e la suddivisione in elenchi numerati o puntati, piuttosto che stampare paragrafi lunghi e compatti. È molto importante ricordarsi sempre che una disposizione coerente e lineare rende il testo più comprensibile per tutti.

Font consigliati e tipi di carta e colori
Con una dimensione minima tra i 12 e i 14 punti, i font arrotondati come l’Arial, il Comic Sans, l’Helvetica, il Tahoma, il Trebuchet e il Verdana sono ideali per essere letti da tutti con meno difficoltà.
Che sia per la ricerca scolastica o la stampa di un poster da appendere a scuola, per la stesura di un tema da leggere in classe o la tesina di fine corso, è importante ricordare che, per migliorare la leggibilità, è necessario evitare sempre di stampare un testo chiaro su sfondo scuro. Sebbene la carta colorata sia più indicata di quella bianca, l’ideale sarebbe di color bianco crema, meglio se opaca. Anche il peso del supporto influisce sulla lettura, perché la trasparenza del foglio rende più complicato distinguere i segni. Il peso minimo? Quello corretto è di 80-90 grammi.

Più di 50.000 giovani hanno partecipato a Meet and Code (iniziativa di coding)

I risultati di Meet and Code 2018 sono impressionanti: 1.100 eventi in 513 città in 22 paesi europei con oltre 52.000 giovani partecipanti. In tutte i paesi l’iniziativa Meet and Code è cresciuta in modo significativo rispetto al 2017: il numero di eventi e città e il numero di partecipanti sono aumentati dell’80% circa. La partecipazione femminile è rimasta elevata con presenze al 40%.

In Italia, hanno aderito al progetto ben 33 organizzazioni non-profit promuovendo sul territorio 36 eventi che hanno toccato temi diversi: dalla programmazione per droni, alla programmazione di palloni robotizzati e portieri di Lego per simulare partite di calcio, dalla programmazione condivisa per l’inclusione in sostegno a ragazzi disabili fino allo sviluppo del pensiero computazionale e alla progettazione tramite la stampa 3D o al coding applicato all’arte e alla musica.
L’ampia proposta didattica ha avuto un ottimo riscontro arrivando a coinvolgere oltre 3.600 ragazzi nei diversi corsi organizzati che hanno toccato 12 regioni: dal Piemonte alla Sicilia, dal Trentino-Alto Adige alla Calabria.

“Siamo da sempre molto sensibili alle iniziative che promuovono l’alfabetizzazione digitale dei giovani, è importante per loro conoscere come prendono vita le innovazioni, cosa c’è dietro allo sviluppo di applicazioni, cosa possono realizzare quando mettono in moto il proprio talento creativo”, ha dichiarato Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia. “Allo stesso tempo siamo molto vicini alle organizzazioni non-profit che ci aiutano a dar vita a queste iniziative. Vogliamo continuare a esplorare insieme nuovi percorsi per avvicinare i ragazzi al mondo del digitale per aiutarli a sviluppare quelle capacità e conoscenze di cui hanno bisogno per affrontare il mondo di domani”.

Un recente studio di McKinsey ha analizzato l’impatto della trasformazione digitale sulle competenze necessarie al lavoro e ha stimato che la variazione di ore lavorate tra il 2016 e il 2030 prevede una decrescita del 15% degli skill fisici, manuali e cognitivi di base, mentre prevede un aumento del 9% degli skill cognitivi di alto livello, del 27% di skill sociali e relazionali e del 61% di skill tecnologici.

Meet and Code è rivolto a bambini e ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 24 anni. Come nel 2017, l’iniziativa ha avuto luogo all’interno della European Code Week in Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Kazakistan, Macedonia, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina e Regno Unito. Il contributo economico di SAP ha permesso a bambini e giovani di partecipare gratuitamente a questi appuntamenti con la tecnologia. L’iniziativa è stata organizzata da Haus des Stiftens gGmbH con il suo portale Stifter-helfen e i rispettivi partner nazionali di TechSoup Europe Network, la prima piattaforma internazionale che facilita la trasformazione digitale delle organizzazioni Non profit.

“Il grande successo di questa prima edizione italiana di Meet and Code – ha dichiarato Davide Minelli, Amministratore Delegato di TechSoup Italia – è un segno importante della crescente consapevolezza che la tecnologia e l’educazione al digitale rivestono un ruolo centrale nella formazione dei bambini e dei giovani. L’entusiasmo con cui le organizzazioni Non Profit italiane hanno risposto a questa iniziativa ci incoraggia a proseguire nel nostro lavoro per aumentare il know-how e la cultura digitale del Terzo Settore e facilitare percorsi di trasformazione digitale, a beneficio di tutta la comunità e in primo luogo dei più giovani”.

L’obiettivo dichiarato della EU Code Week è la programmazione e l’alfabetizzazione digitale per tutti e si accompagna con la promozione e il sostegno di piccole organizzazioni locali no-profit che operano in aree urbane e rurali. Questi principi hanno ispirato anche Meet e Code: quasi un evento su quattro si è svolto in centri urbani con meno di 10.000 abitanti e un altro 19% in città con una popolazione compresa tra 10.000 e 50.000 abitanti.

In totale, il 57% dei bambini e dei ragazzi che ha preso parte agli incontri Meet and Code è entrato in contatto con la programmazione per la prima volta nella loro vita. Circa l’86% vuole saperne di più sul coding e sugli argomenti digitali dopo aver partecipato.