Programmare capendo è sempre più complesso: è ancora necessario l’uomo?

Sono stato programmatore ed oggi faccio fatica, molta fatica anche a capire cose semplici, a stare al passo con i tempi.
Innanzi tutto, visto che i linguaggi di programmazione sono come le lingue, per saperli utilizzare al meglio non si possono sapere tutti ma bisogna fare una scelta e fare scelte preclude.
In questo momento se si opera su internet bisogna sapere il php, se si opera in azienda java ma a basso livello il c o il c++ ma in alcuni settori anche il cobol. Se poi si opera in nicchie …
Inoltre bisogna conoscere i sistemi operativi, le librerie, i framework, …
E se in tale contesto, in tale evoluzione, l’intelligenza umana fosse troppo lenta, un peso allo sviluppo?

Come fare? Utilizzare l’AI!
zeusnews.it così descrive come facebook inizia ad utilizzare l’AI per correggere i bug:
SapFix, uno strumento di debug che è in grado di analizzare il codice problematico, elaborare una soluzione e proporla ai programmatori.
Già adoperato dal social network per produrre codice «stabile e robusto», SapFix lavora bene insieme Sapienz, il software di test che mette alla prova il nuovo codice.
Quando Sapienz incontra un bug, determina quale parte del codice sia responsabile del malfunzionamento e la passa a SapFix. Questi l’analizza e genera una patch, che poi viene sottoposta allo staff umano per l’approvazione finale.

Promuovere l’innovazione tecnologica nella didattica scolastica: Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo e FME Education

Come auspicato dal Consiglio dell’Unione Europea, alfabetizzazione informatica, digitale e mediatica, creazione di contenuti digitali e programmazione sono oggi competenze di base.
“La scuola – dichiara Ludovico Albert, presidente della Fondazione per la Scuola – è oggi lo snodo della trasformazione sociale per costruire una comunità solida con docenti, studenti, genitori. Ecco perché abbiamo scelto di collaborare con FME Education, un editore specializzato in formazione che vuole essere un partner per insegnanti e genitori nei processi di apprendimento dei ragazzi”.
Offrire nuovi contenuti alla scuola e fruire delle nuove infrastrutture tecnologiche, significa impegnarsi a far crescere le competenze digitali di alunni e docenti. Per ottenere questi risultati la scuola ha bisogno di investimenti strutturali e di un’azione congiunta e mirata di soggetti pubblici e privati.

“In questi anni di lavoro quotidiano con il mondo della Scuola abbiamo maturato la convinzione che l’innovazione digitale sia una potente leva per supportare il lavoro dei docenti e i risultati degli studenti – dichiara Massimo Fumagalli, l’Editore -. Siamo però convinti che l’unica innovazione possibile passi dalla mediazione dell’insegnante, il vero motore del cambiamento. Proprio per questo siamo entusiasti di annunciare la partecipazione a “Riconnessioni” e contribuire a questo ambizioso progetto di formazione dedicata ai docenti promosso dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo”.

A partire dal mese di ottobre, Fondazione per la scuola e FME Education organizzeranno nell’ambito del progetto “Riconnessioni” attività di formazione intensiva per docenti della scuola primaria della durata di un giorno per fornire le competenze di base per l’utilizzo delle tecnologie digitali applicate alla didattica. Verranno affrontati i seguenti temi: interattività e didattica, visualizzazione dei concetti, didattica e social media, produzione e distribuzione di contenuti personalizzati, gamification. La tecnologia digitale affiancata a una comunicazione efficace e consapevole delle dinamiche del web collaborativo può essere un valore aggiunto concreto di competenze e tecniche a disposizione dei docenti per migliorare l’insegnamento e ottimizzare le relazioni con il singolo studente e l’intera classe. Obiettivo del corso sarà quindi fornire ai docenti le competenze per la creazione di lezioni multimediali interattive attraverso lezioni teorico-pratiche, con dimostrazioni e coinvolgimento diretto dei partecipanti, anche attraverso l’utilizzo del nuovo strumento creato da FME Education per la scuola – MyEdu Plus.

Alle Olimpiadi Internazionali di Informatica in Giappone la squadra italiana è terza

Premiazione, IOI 2018, Giappone

Si conclude con 4 medaglie di bronzo la partecipazione della squadra italiana composta da Luca Cavalleri, Andrea Ciprietti, Fabio Pruneri e Federico Stazi alle Olimpiadi Internazionali di Informatica, IOI (International Olympiads in Informatics), la più importante manifestazione competitiva per i giovani a livello mondiale.
“I quattro bronzi sono un risultato che ci riempie di gioia e di orgoglio – spiega Maria Assunta Palermo, Direttore Generale per gli Ordinamenti Scolastici del Miur -. Vogliamo congratularci con i nostri ragazzi per questo risultato, hanno portato in alto la bandiera azzurra. La loro competenza, la loro preparazione, il loro talento, la loro passione, la loro energia devono essere una testimonianza e un incoraggiamento per tutti i compagni, per i giovani di tutto il Paese. Perché lo studio di questa disciplina è lo studio di una disciplina che è trasversale a tutte le altre. Quella informatica è una competenza che è importante acquisire già dai primi anni di scuola per poter essere partecipi nella nostra società e per poter entrare da protagonisti nel mondo del lavoro. Ben vengano allora riconoscimenti come questo raggiunto in Giappone. Grazie ai nostri atleti per questi bronzi, grazie ai loro docenti che li hanno sostenuti e hanno lavorato per questo risultato e un grande in bocca al lupo a tutti gli studenti che affronteranno le prossime gare. Tocca a loro ora portare avanti il testimone e siamo certi che lo faranno nel migliore dei modi”.
“Siamo felici di sostenere come ogni anno questa iniziativa che premia e valorizza i migliori talenti mondiali nell’informatica e che ha un ruolo importante nel promuovere la diffusione della cultura e della formazione tecnico-scientifica tra le nuove generazioni. Questi studi non sono solo fattore abilitante di accesso al mondo del lavoro del futuro ma sono anche strumento fondamentale per
raggiungere l’obiettivo di rispetto della diversity e dell’inclusione sociale”, dichiara Giuseppe Mastronardi, Presidente di AICA. “Con quattro bronzi vinti, gli studenti selezionati a partecipare alle IOI si sono dimostrati tra i più brillanti giovani scienziati informatici al mondo di cui siamo davvero orgogliosi.”.

olimpiadi-informatica.it

Quasi tutte le professioni cambieranno radicalmente nei prossimi 20 anni

Kaspersky Lab_SecurITCup 2018

Nel corso di una nuova ricerca, Kaspersky Lab ha chiesto ad alcuni studenti come immaginassero la propria carriera post-universitaria: il 40% ha dichiarato di avere l’impressione di studiare per lavori che ancora non esistono.
I progressi tecnologici mostrano come sta cambiando il panorama professionale: anche le professioni più tradizionali, in ambiti come medicina e agricoltura, sono in costante evoluzione per adattarsi alle tecnologie da cui ora dipendono. Sono diversi gli esempi dei lavori del futuro a cui gli studenti si stanno preparando:
Tele-chirurgo: i chirurghi non dovranno più essere presenti in sala operatoria, faranno funzionare le macchine intelligenti da remoto senza mai “mettere fisicamente le mani” sui propri pazienti.
Specialista nell’interazione tra uomo e robot: se i robot lavoreranno e vivranno al fianco degli umani, dovranno essere preparati ad interagire con la complessità delle emozioni umane e, viceversa, gli esseri umani avranno bisogno di una formazione che possa garantire una comunicazione efficace con una macchina.
Architetti di Realtà Aumentata: la realtà aumentata migliora le esperienze sovrapponendo le immagini virtuali a quelle reali. Gli architetti di realtà aumentata saranno in grado di mappare i modelli 3D di un edificio inserendolo virtualmente nello spazio in cui dovrà essere collocato per vedere come meglio potrà adattarsi all’ambiente circostante.
Sviluppatori di Smart-home: Una Smart-home richiede un ecosistema adattato alle abitudini, ai bisogni, allo spazio e alle dinamiche familiari del proprietario. Gli sviluppatori creativi avranno bisogno di ideare sistemi e algoritmi in grado di adattarsi ad una grande varietà di configurazioni domestiche.
3D Printed Fashion Designer: Il processo di produzione e creazione di capi di abbigliamento sarà sempre più rivoluzionato dall’uso dei computer. Il designer 3D dovrà progettare oggetti che possano essere creati completamente dalle macchine.
Steve Sully, Associate Director della global recruitment agengy Robert Half Technology, ha dichiarato: “È sorprendente che solo il 40% degli studenti abbia pensato che le loro carriere non esistano ancora, poiché quasi tutte le professioni cambieranno radicalmente nei prossimi 20 anni, così come la tecnologia e l’industria 4.0 – e in particolare l’intelligenza artificialestanno rivoluzionando il mondo del lavoro e le competenze richieste. L’adattabilità e l’apprendimento permanente sono fondamentali e proprio per questo gli studenti dovrebbero sempre considerare in che modo le loro competenze possano essere utili in qualsiasi carriera scelgano”.
Se tutte queste professioni future dipenderanno interamente dalla tecnologia e dai sistemi connessi, il compito degli specialisti della cybersicurezza sarà fondamentale; gli esperti di sicurezza informatica renderanno sicure e protette tutte le tecnologie su cui si basano i lavori del futuro rendendoli possibili e senza pericolose interruzioni.
Eugene Kaspersky, CEO di Kaspersky Lab ha dichiarato: “Oggi la cybersicurezza è fondamentale e lo sarà ancora di più in quanto la tecnologia sta diventando il requisito fondamentale per le professioni future. Dalla sicurezza del paziente alla protezione degli individui da possibili incidenti causati da problemi legati all’Intelligenza Artificiale, la cybersecurity deve essere presa in considerazione in tutti i processi tecnologici, perché i “cattivi” continueranno a tentare di sfruttare tutte le opportunità create da un mondo sempre più connesso. Attualmente c’è una vera carenza di competenze nel settore, per questo invito gli studenti a prendere in considerazione questo ambito così fondamentale”.
La risposta concreta a questa problematica è nelle parole di Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab: “In occasione dei 10 anni di Kaspersky Lab Italia, vogliamo celebrare l’impegno costante che la nostra azienda ha da sempre nel settore della cybersicurezza, in particolare guardando al futuro dei giovani. In questo panorama la Secur’IT Cup, una competizione aperta a giovani talentuosi e appassionati di cybersecurity, informatica e mondo digitale, rappresenta una possibilità concreta per avvicinarsi a questo settore, attualmente carente di figure professionali. Nell’era in cui viviamo è impossibile pensare di convivere e integrarsi con la tecnologia senza essere adeguatamente protetti”.
Con la Secur’IT Cup, Kaspersky Lab incoraggia gli studenti ad essere creativi quando si pensa a come proteggersi dalle minacce del futuro. Il concorso è aperto a studenti provenienti da tutto il mondo e da qualsiasi background accademico. I partecipanti hanno la possibilità di vincere $ 10.000, confrontarsi con altri studenti e comprendere cosa significhi lavorare nel settore. Le aree tematiche della Cup riguardano problemi che solo pochi anni fa sembravano fantascienza, ma che per la tecnologia e l’industria odierne sono realtà concrete:
Connected health: garantire che le apparecchiature mediche connesse, usate dai tele-chirurghi per operazioni critiche, siano protette da malware e che non venga compromesso il loro controllo.
IoT: proteggere l’ecosistema delle case intelligenti contro le minacce dovute a punti deboli che potrebbero consentire ad un hacker di entrare nella rete.
Personal safety: creare norme forti ed etiche per le interazioni uomo-robot per garantire la sicurezza tanto degli umani quanto dei robot.

Aula informatica: è ancora necessaria?

La cosiddetta aula informatica a volte è ancora indispensabile a volte è solo un problema, analizziamo i due casi:

  1. l’aula informatica è necessaria quando alla base del corso vi sono programmi client
    come ad esempio un corso specifico sul sistema operativo Windows 10, o sul pacchetto Office, o su Autocad o su …
  2. l’aula informatica è un problema quando alla base del corso vi sono programmi cloud
    come ad esempio gmail, Office 365 o Google Drive o i social o …
    In questi casi un computer di terzi viene visto come un problema perché per tutelare la propria sicurezza le persone spesso non sono disposte ad introdurre il proprio user e password su un computer non loro.
    In questo caso la soluzione migliore è che ognuno porti il proprio portatile o tablet e lo utilizzi in un aula vuota opportunamente predisposto con una connessione wifi veloce.
    In questo caso una possibile soluzione ottimale potrebbe essere avere a disposizione un numero di portatili economici android che a fine lezione vengano reinstallati o azzerati.

Se negli Stati Uniti in ogni scuola ad ogni ragazzo viene dato un chromebook forse c’è un motivo.

Parental Control e Safe Kids rivelano i comportamenti online dei ragazzi

Kaspersky Lab grazie al modulo Parental Control e Kaspersky Safe Kids ha reso pubblico un report relativo sui gusti dei giovanissimi online relativo all’estate 2018.

I più piccoli online hanno preferito guardare contenuti video e ascoltare musica piuttosto che passare il proprio tempo sui social media. La ricerca, infatti, ha rivelato che i bambini trascorrono molto più tempo su Youtube. Sul fronte TV, i più grandi hanno seguito numerose serie su Netflix, mentre i più piccoli hanno preferito guardare contenuti su canali come Nickelodeon, Cartoon Network e il canale Disney.

Tra i servizi streaming più utilizzati dai bambini per ascoltare la musica, troviamo Spotify, Soundcloud e iTunes.

Un altro dato rilevante emerso dalle statistiche è quello che riguarda i bambini e le visite dei siti di notizie, sempre più frequenti. I più giovani, inoltre, hanno speso molto tempo nel cercare gli ultimi aggiornamenti e i punteggi della FIFA World Cup 2018. Tra le attività che sono emerse come le più rilevanti, troviamo anche i giochi online. I bambini di tutto il mondo hanno mostrato una preferenza spiccata per Fortnite, che ha superato PUBG (PlayerUnknown’s Battlegrounds), facendolo diventare il gioco online più popolare dell’estate.

I robot non fanno paura? Il tuo lavoro è al sicuro?

Viviamo in un momento di monumentale trasformazione del sistema del lavoro, che vede l’emergere di capacità totalmente nuove per persone e macchine e che viene definito Quarta rivoluzione industriale per l’impatto che eserciterà su ogni settore. Gli enormi avanzamenti della tecnologia costringeranno le persone a migliorare le loro competenze e a svilupparne di nuove per poter rispondere alle richieste del futuro mondo del lavoro.

Nell’indagine A Future That Works: Automation, Employment, and Productivity, McKinsey ha stimato che a livello globale, il 49% delle attività lavorative potrebbe essere automatizzato con l’ausilio della tecnologia entro il 2055. In particolare, in Italia l’automazione avrà un impatto di circa il 30% sul 60% delle mansioni lavorative; in altre parole, in 6 tipologie di lavori su 10 una buona parte dei compiti sarà eseguito da macchine. Inoltre, sebbene solo il 5% dei lavori potrà essere completamente automatizzato, i lavoratori che dovranno fare i conti con l’automazione sono compresi tra il 49% e il 51% sul totale della forza lavoro in Italia, percentuali equivalenti a ben 11 milioni di persone.

Malgrado ciò, molti ancora pensano che il proprio lavoro sarà al sicuro. La verità invece è che molti lavori non lo sono ed è sbagliato cullarsi in un falso senso di sicurezza.
I robot, tuttavia, non devono fare paura. La trasformazione digitale sta cambiando le regole del gioco per tutti e quindi è necessario imparare a capire e a muoversi nella cosiddetta Skill Economy.

Imparare e sviluppare nuove competenze è la chiave per la sopravvivenza. Una ricerca LinkedIn ha recentemente diffuso la classifica delle 5 professioni a più alta crescita, in cui si annoverano ruoli quali ‘machine learning engineer’, ‘data scientist’ e ‘big data developer’.
La maggior parte delle persone non ha certo le competenze per fare questi lavori: cosa fare quindi per prepararsi?

Cornerstone OnDemand, azienda leader nel software in ambiente cloud per la formazione e la gestione del capitale umano, ha collaborato con l’Institute for the Future per realizzare una Future Skills Map che evidenzia le conoscenze che i lavoratori moderni devono possedere per emergere in un ambiente di lavoro caratterizzato da cambiamenti rapidissimi e dalla presenza costante della tecnologia.

Ecco le cinque principali competenze alle quali è consigliabile iniziare subito a lavorare:

1. Personal branding
Essere su Internet significa essere sempre visibili e lasciare costantemente “impronte” dietro di noi. Il modo in cui viene usata questa presenza online è importante. Costruire un personal branding sia all’interno sia all’esterno dell’ambiente di lavoro è ciò che può dare una grande spinta. Per conoscere meglio una persona, spesso la gente cerca su Google. Avete fatto sapere ciò che avete imparato e le nuove competenze che avete acquisito? No? Allora cominciate subito a farvi conoscere.

2. Conoscere l’Intelligenza Artificiale
L’intelligenza artificiale sta penetrando in tutti gli aspetti della nostra vita. Gli esempi più ovvi sono le raccomandazioni di Netflix e i newsfeed Facebook basati sulle nostre preferenze. Dobbiamo comprendere la tecnologia del machine learning e come questa lavora per noi (e come noi lavoriamo per lei). Lavorare con le macchine non significa solo scrivere codici. I sistemi AI imparano dai nostri comportamenti: quindi, per ottenere di più dobbiamo capire la loro intelligenza. I robot non stanno sostituendo gli umani, semmai lavorano con noi per un domani migliore.

3. Costruire il proprio gruppo
Nella nostra vita facciamo parte di diversi gruppi, online e offline. Gruppi di persone con le quali abbiamo qualcosa in comune e con le quali costruiamo “cose”. Possono essere cose fisiche ma anche idee, competenze o conoscenze. Si tratta di creare una comunità e crescere insieme attraverso gli interessi comuni. Ma queste comunità devono essere costruite con uno spirito aperto. Per trarre il massimo da noi stessi e dagli altri dobbiamo lavorare insieme con comprensione e rispetto reciproco. In definitiva, dobbiamo innovare non solo i nostri prodotti e servizi ma anche il nostro atteggiamento.

4. Unire i puntini
Succede facilmente di essere risucchiati in un vortice e concentrarsi sui dettagli, mentre sapere fare un passo indietro, osservare qualcosa di complesso e renderlo semplice è una vera e propria skill. Non è una novità, ma è una competenza importante per potere costruire il futuro e pensare oltre l’ovvio. Richiede immaginazione, creatività e pazienza per scoprire qualcosa che ancora non conosciamo. Come esistono molte strade diverse per raggiungere una destinazione, non esistono risposte sbagliate, alcuni percorsi sono semplicemente più veloci.

5. Maturità emotiva
L’intelligenza sociale, l’intelligenza emotiva e l’empatia non sono cose nuove, ma nel momento in cui la tecnologia rivoluziona lo status quo, queste qualità diventano più importanti che mai. Le soluzioni tecnologiche e l’AI possono portarci lontano, ma abbiamo ancora bisogno dell’uomo.

Reinventarsi è importante e il procrastinare può essere il nostro peggiore nemico. Per prepararci a un futuro dinamico dobbiamo puntare sulla proattività, ‘aggiustare’ anche quel che ancora non sembra rotto e restare forti in uno scenario nuovo. E’ questo il solo modo per essere vincenti nella Skill Economy.

Formazione quando la catena di montaggio si ferma

catena di montaggio

Quando la catena di montaggio si ferma (inventario, manutenzione, …) può essere una valida opportunità di formazione per gli addetti.
Non è semplice. Spesso c’è poco preavviso, spesso mancano le aule e non sono attrezzate, spesso sembra che si voglia sfruttare il momento perché si deve e che non vi sia molto interesse ma è una grande opportunità.
Il problema più grosso di questa opportunità, è mediare l’interesse aziendale con l’interesse di ogni frequentatore.
Ovviamente il livello di conoscenza per ogni argomento svolto di ogni frequentatore è variegato, eterogeneo, vi sarà il super esperto per passione e quello che non ha mai sentito niente di simile.
Inoltre una persona abituata a lavorare in catena di montaggio, anche se abituata a turni e alla massima concentrazione sul lavoro probabilmente è poco abituata a tenere alta la concentrazione durante una lezione.

Mi è capitato di fare formazione ai turni dalle 6 alle 12 e dalle 18 alle 24 di una catena di montaggio ferma per inventario.
L’argomento informatica/internet di base, in un’altra sala sicurezza.
Era la prima volta, ed ero teso.
Il mio scopo principale è stato tenere alta l’attenzione e riuscire a trasmettere alle persone l’importanza della conoscenza tecnica informatica in questo momento storico in prima battuta per loro ed in seconda per i loro figli e i loro nipoti.
Far capire la necessità di non fermarsi all’utilizzo ma di cercare sempre di capire cosa si nasconde dietro partendo dallo spiegare a terzi parole che sembrerebbero semplici perché si utilizzano quotidianamente ma che nascondono una grossa complessità.

cos’è un computer?
cos’è internet?

La semplicità di arrivare alle risposte ripercorrendo l’evoluzione storica nel concetto tutto italiano, mai applicato alla tecnologia, di studiare il passato per comprendere il presente ed intravvedere il futuro.
La necessità di non dimenticare i nomi utilizzati nel passato per indicare le stesse cose o cose simili con differenti funzioni: elaboratore elettronico o calcolatore elettronico, PC, server, …

I ragazzi fanno molta fatica a spiegare quello che utilizzano perché ovviamente non hanno avuto modo di conoscere il passato e nessuno lo spiega loro. Gli adulti fanno molta fatica ad usare la tecnologia, ma spiegando loro bene il passato che hanno vissuto riescono a capire quello che si nasconde dietro nel presente.

NOTA: se i computer sono aziendali il personale sarà molto molto restio ad utilizzare applicazioni internet che richiedano l’inserimento di proprie informazioni personali (user e password in primis) come i social media o la web mail.
Se si chiede di portare i portatili personali le esercitazioni saranno agevolate ma non si riuscirà a sfruttare l’ambiente aziendale (office e email aziendale) a meno che l’azienda non utilizzi già applicazioni cloud.

EPALE ha pubblicato questo contributo https://ec.europa.eu/epale/it/node/78388

Al Flormart di Padova si parlerà di cyberbulbismo!

cyberbulbizzato

Venerdì 21 settembre 2018 il Flormart di Padova ospiterà il seminario Noi preferiamo i bulbi presso il Pad. 11 – Arena GPP Lab alle 15:00

Molteplici argomenti ricorrono nelle esperienze che sono state avviate in tutte le regioni italiane. Anche se i temi dell’educazione ambientale sono certamente i più frequenti, sono ora gli aspetti sociali ad essere presi in considerazione.
Iniziative di contrasto a emarginazione e povertà, animazione culturale e valorizzazione del patrimonio monumentale, lotta per la legalità sono al centro di decine di recenti iniziative. Anche il tema della prevenzione del bullismo e di altre forme di prevaricazione nei rapporti sociali è diventato il filo conduttore di una apposita campagna.

Partendo da un gioco di parole (bulli/bulbi) è nato lo slogan “NOI PREFERIAMO I BULBI”. La proposta è quella di creare nelle scuole o in prossimità di esse uno spazio seminato prevalentemente con bulbi. Contemporaneamente alla realizzazione e alla cura delle aiuole dovrebbe essere realizzato un progetto educativo e di animazione sociale per il contrasto e la prevenzione del bullismo. Gli operatori del settore florovivaistico oltre ad assicurare il ruolo di partner tecnico per la realizzazione di aiuole o giardini possono diventare anche promotori coinvolgendo istituzioni e associazionismo nei territori in cui operano.

Intervengono:
Vincenzo Conese – Coordinatore della campagna
Alberto Ferrari – Segretario nazionale CTG
Fabrizio Pivari – Fondatore codescuola.it