A sostegno dell’istruzione e a tutela della conoscenza

Acronis Foundation (foundation.acronis.com) creata in onore del 15° anniversario di Acronis e del principio fondatore dell’azienda che la causa di tutti i mali è la scarsa conoscenza, la Fondazione assicura il supporto a diverse iniziative destinate a stimolare l’istruzione per acquisire e tutelare la conoscenza.

La prima iniziativa è l’Acronis Schools Fund, una sovvenzione internazionale che andrà a finanziare la costruzione di 15 nuove scuole in comunità con servizi insufficienti in tutto il mondo nel corso dei prossimi tre anni.

L’apprendimento costante, la creazione e la tutela della conoscenza e il progresso tecnologico sono parte integrante del DNA di Acronis. Per questo Acronis è impegnata da tempo nella creazione e nella condivisione della conoscenza finanziando programmi di ricerca e di formazione tecnica nelle comunità in cui Acronis dispone di centri di ricerca e sviluppo. Per il suo 15° anniversario, è sembrato naturale ad Acronis ampliare questo impegno continuo.

John Zanni, il Presidente di Acronis, ha spiegato, “Acronis crede che la causa di tutti i mali sia la scarsa conoscenza. La conoscenza è sempre un valore positivo e ha il potere di portare nel mondo un cambiamento reale. Questa convinzione è uno dei componenti chiave di ciò che muove Acronis. L’azienda è stata creata per tutelare la conoscenza tramite la protezione di tutti i dati, le applicazioni e i sistemi nel mondo digitale moderno.”

Con l’Acronis Foundation, Acronis si impegna a finanziare programmi destinati a diffondere la conoscenza a nuovi destinatari in tutto il mondo.

L’UNESCO stima che più del 50% dei bambini a livello mondiale (oltre 617 milioni) non sia in grado di conseguire i livelli minimi di competenza nella lettura e nella matematica. Acronis ritiene che ogni bambino abbia il potenziale per imparare e intende fornire a ciascuno le competenze necessarie per acquisire la conoscenza e creare opportunità per se stessi e per la loro comunità. Come prima iniziativa, Acronis Schools festeggerà il 15° anniversario dell’azienda finanziando la costruzione di 15 scuole.

“La scuola è il luogo dove ha inizio il cammino della conoscenza e dove cominciano le opportunità”, ha dichiarato Jochen Berger, Direttore generale di Acronis Foundation. “La tecnologia è la lingua moderna delle opportunità, ma senza un’istruzione di base nessuno può impararla. Le scuole edificate dall’Acronis Foundation forniranno l’infrastruttura in cui gli studenti potranno acquisire le competenze didattiche per imparare la lingua della tecnologia necessaria per cogliere tali opportunità, a prescindere dalla loro estrazione sociale, economica o culturale.”

Acronis Schools collabora con i leader locali e con le organizzazioni no-profit per costruire scuole che soddisfino le esigenze esclusive della comunità. I progetti delle scuole sono attualmente in programma in America Latina, in Medio Oriente, nel Sud-est asiatico e nell’Africa sub-sahariana.

Mentre l’Acronis Foundation diffonde la conoscenza in tutto il mondo, si lascerà guidare da cinque valori chiave:

IMPEGNO – Il successo di ogni scuola verrà rilevato e verranno pubblicate relazioni continue sulle prestazioni della scuola e sull’impatto sulla comunità.
ATTENZIONE – Ogni centesimo speso dall’Acronis Foundation va a favore del progetto di costruzione delle scuole, mentre le spese amministrative sono a carico di Acronis.
RICONOSCIMENTO – I donatori meritano un riconoscimento per il contributo offerto; ogni scuola riporterà quindi il nome dei donatori, che sono invitati a partecipare alla cerimonia di apertura della scuola.
RESPONSABILITÀ – Si tratta di una donazione benefica con una garanzia soddisfatti o rimborsati. Se un donatore non è soddisfatto dopo l’inaugurazione della scuola, l’investimento gli verrà restituito.
TRASPARENZA – Le informazioni dettagliate su donazioni, spese, progetti e pagamenti saranno interamente consultabili per rassicurare i partner e il pubblico sul lavoro svolto.

Dove ci porterà la tecnologia senza la discussione etica?

E’ sempre più complesso capire la tecnologia ed intravedere dove ci porterà.
E’ sempre più normale, accettarla e utilizzarla senza comprenderla e soprattutto senza discutere le possibili implicazioni etiche.
Per me lettore fin da piccolo di fantascienza è semplice vedere che la mera accettazione di piccole novità senza discussione e senza perplessità ci porteranno a breve in territori ardui.

Alcuni esempi:
in medicina non accettare trasfusioni è condannabile. Accettare trapianti è prassi comune compresi di cuore e di occhi. Pensate alla difficoltà fino a poco tempo fa di accettare di avere un cuore di un altro o vedere con gli occhi di un altro.
Se le parti sono di un animale meglio. Se le parti sono artificiali meglio ancora. I nostri figli giocano normale con/ad essere cyborg.
Pensate ad un uomo con la possibilità di poter disporre fin dalla nascita di pezzi di ricambio.
Pensate ad un uomo con la possibilità di poter disporre fin dalla nascita di pezzi di ricambio potenziati.
Pensate ad un uomo che all’occorrenza possa usare/montare pezzi di ricambio potenziati.

Pensate ad un uomo che può disporre di capacità di memorizzazione esterna, di capacità di calcolo esterna, di una capacità di calcolo velocissima dotata di un software in grado di apprendere (intelligenza artificiale).
Pensate ad un uomo sempre connesso, con un network istantaneo, senza limiti di memorizzazione, senza limiti di calcolo, senza limiti di risorse.

Pensate ad un uomo in grado di ragionare fuori dal proprio corpo e che quindi possa vivere e continuare a vivere fuori dal proprio corpo (è questa l’eternità?).
Queste sono considerazioni su un futuro vicino, già immaginabile, se ci sono arrivato io!

La discussione etica non deve aiutarci a dare risposte a tutte le diavolerie che ci presenterà la tecnologia indicandoci cosa è giusto e cosa è sbagliato.
L’etica deve darci delle risposte di base che devono essere accettate da tutti compresi i ricercatori nelle loro ricerche prossime, a semplici fondamentali domande:

Cos’è il mio corpo?
Cos’è la mia mente?
Cos’è la mia realtà?

La formazione tecnica non può prescindere dalla discussione etica

Viviamo in un’epoca di ignoranza digitale dovuta alla velocità dell’evoluzione ed alla conseguente conoscenza superficiale delle tecnologie che ci circondano.
La conoscenza si ferma quasi sempre all’utilizzo con la percezione di “sapere” di “saper dominare“.
La lingua dei computer, i linguaggi di programmazione, sono conosciuti da pochissimi.
Questo probabilmente è normale, era così anche ai tempi della televisione e della radio.
Molto più strano è che il mondo si stia evolvendo in nuove direzioni e non se ne parli, non vi sia discussione etica, non si discuta su cosa e buono e cosa no delle prossime modifiche apportate dalle tecnologie soprattutto in due importanti tematiche:

  • il rapporto uomo – macchina/robot
  • il rapporto reale – virtuale

Vi pongo alcuni esempi:
GTA: un videogioco virtuale dove lo scopo del protagonista è uccidere, essere spietato, e dove in questo contesto ci si droga e si fa sesso, ovviamente vietato ai minori di 18 anni, ma spesso giocato, per molte ore, da ragazzini di 10-12 anni non potrebbe creare uno sfasamento nel rapporto reale virtuale? Ovvero, siamo sicuri che un ragazzino di 10-12 anni che abusi nell’utilizzo di questo videogioco si rende conto dove finisce il videogioco ed inizia la realtà? e sa viverli in maniera differente con regole differenti?
Abusi sessuali: gli abusi sessuali virtuali sono abusi? gli abusi sessuali con bambole sono abusi? gli abusi sessuali con robot sono abusi? Siamo sicuri che abusando nell’utilizzo del virtuale non si abbia una percezione errata del reale?

Di questi ed altre argomentazioni abbiamo parlato in una esposizione/dialogo presso la comunità parrocchiale di genitori di un piccolo comune in provincia di Rovigo: Villamarzana. In teoria l’argomento principale era il cyberbullismo, ma il cyberbullismo è solo la punta dell’iceberg di una non volontà generale di affrontare tematiche etiche sulla tecnologia.

https://ec.europa.eu/epale/it/node/53050

Sono un Poeta Tech

Da ragazzo le poesie mi piacevano veramente poco, come oggi, inoltre consideravo i poeti non certo un modello.
Ho sempre seguito l’impostazione scientifica anche se mi sentivo vicino agli artisti per la loro creatività che ho cercato di portare nel mondo tech.
Avendo fatto il liceo scientifico non conosco il greco e solo oggi ho scoperto il vero significato di poeta da poiētḗs: colui che fa nel senso sia di creare che di agire.

Sono sempre stato un poeta senza saperlo!
Anzi sono un Poeta Tech.

I social fondamentali per qualsiasi attività

Da ragazzo se non avevo tanta voglia di studiare o prendevo voti bassi ecco arrivare immediato il suggerimento non preoccupati, andrai a lavorare, farai il cuoco, il parrucchiere, …
Non era per sottovalutare nessun mestiere ma per indicare che alcuni mestieri non richiedevano studio/aggiornamento una volta appresi.
Oggi non è più così per nessuna attività, la tecnologia è di tendenza in qualsiasi settore e i social network sono lo strumento principale di comunicazione e marketing.

Presso Confartigianato di Mantova ho tenuto il corso Social marketing per il benessere. Molto interesse, quindici operatori interessati con preparazione eterogenea ma tutti presenti in facebook, spesso con page aziendali ed alcuni con attive campagne di advertising. Tutti interessatissimi a comprendere meglio instagram, il social dei giovani, futuri loro clienti.

Il ruolo dei social a livello professionale rimarrà confinato alla comunicazione, al marketing e a breve alla vendita?
Sembra proprio di no. I social sono un nuovo paradigma internet dove soprattutto lo scopo di facebook sembra essere quello di portare qualsiasi servizio internet dentro facebook. I passo più importante, che tutte le aziende stanno attendendo è la creazione, gestione e condivisione di documenti: Workplace

Pubblicato su EPALE

Fastweb + MIUR = Fastweb4School

Fastweb e MIUR collaborano nel progetto Fastweb4School sostenendo progetti digitali nelle scuole italiane.
Hai un progetto tecnologico per la tua scuola secondaria di primo o secondo grado? Fastweb4School ti aiuterà a realizzare l’idea.

L’Italia studia come usare i cellulari a scuola, la Francia li vieta

In Italia il cellulare si potrà usare a scuola e in aula, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli è favorevole e sta iniziando la sperimentazione.
In Francia probabilmente la sperimentazione l’hanno fatta qualche annetto fa ed oggi lo vietano (almeno alle elementari e alle medie)!

Io e mia moglie scegliemmo anni fa di regalarlo alle nostre figlie solo dalle superiori con tutti gli altri genitori che ci guardavano come extraterrestri e le figlie che si sentivano ignoranti digitali in un mondo di geni digitali.
Anche oggi hanno internet solo via wifi e wifi a casa nostra non è sempre attivo anche se c’erano e ci sono sono due computer sempre connessi e sempre disponibili.

HANDImatica tecnologie digitali al servizio della disabilità

L’XI edizione di HANDImatica, la mostra-convegno di Fondazione ASPHI dedicata alle tecnologie digitali al servizio della disabilità, in programma a Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre prossimi, darà ampio spazio alla robotica, nella sua declinazione etica di supporto alla disabilità, attraverso convegni, seminari e mostrando le ultime applicazioni negli spazi espositivi dedicati alle aziende. Ma anche chiamando direttamente in causa coloro che vogliano presentare ad un pubblico di addetti ai lavori le soluzioni ideate, che attendono di essere brevettate e lanciate sul mercato.



Ecco perché HANDImatica ha lanciato la sua prima Call for Robots: i 4 progetti scelti, provenienti dai Politecnici di Milano, Torino e Pisa, saranno presentati durante la manifestazione, in un’area dedicata nel cuore dello spazio espositivo.

Al gioco e alla sua accessibilità è dedicato il progetto “Gioco anch’io” sviluppato da Fulvio Corno del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino e dalla logopedista Valentina Pasian. Si tratta di una serie di soluzioni tecnologiche che rendono accessibili i giochi in commercio non fruibili ai bambini con disabilità temporanee o permanenti, soprattutto motorie, modificandoli ed adattandoli. Molto spesso i bambini con disabilità non possono sperimentare il gioco dai primi anni, o in alcuni casi il gioco è limitato a poche scelte e legato alle terapie riabilitative che, occupano la maggior parte della loro vita. La difficoltà di controllare o agire sui giochi in commercio non permette di sperimentare il gioco inclusivo che è fondamentale per la crescita sociale, cognitiva ed esperienziale. Ecco perché “Gioco anch’io” permette al disabile un’esperienza fondamentale per la crescita individuale ma anche per l’ampliamento della propria socializzazione e integrazione. Durante l’installazione ad Handimatica 2017, verranno dimostrate diverse soluzioni pratiche, ottenute modificando diversi giochi (videogame, giochi telecomandati, dispositivi interattivi) attraverso dei semplici adattamenti low-cost, ed attingendo al mercato dell’elettronica di consumo, che offre innumerevoli soluzioni a costi irrisori.

Dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa arriva El.Go: the Electronic Goalkeeper, ancora una volta una soluzione legata alle attività ricreative che favoriscono l’aggregazione e l’inserimento nel contesto delle amicizie e della scuola. Si tratta di un sistema che consente la partecipazione attiva di una persona disabile, con ridotta o assente mobilità degli arti inferiori e/o superiori, all’interno di una partita di calcio amatoriale, nel ruolo di portiere. Il sistema è composto da una sagoma rigida fissata su un carrello, in grado di spostarsi in linea retta da un palo all’altro della porta. Il carrello si muove attraverso un motore alimentato a batteria e controllato attraverso i comandi dell’utente. El.Go è anche un gioco in realtà virtuale che consente l’apprendimento da parte dei ragazzi delle meccaniche del portiere elettronico, in modo da “allenarsi” al gioco sul campo.

Infine Rimedio, il braccio robotico intelligente per migliorare l’autonomia delle persone con disabilità motoria, sviluppato da Gabriele Meoni del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa.
Un braccio robotico progettato per migliorare l’interazione degli utenti con gli oggetti circostanti e per l’emulazione di gesti, utilizzabile in maniera semplice e intuitiva, in grado di compiere gesti come spingere un pulsante in ascensore o accendere la luce in una stanza. Il sistema è fornito di una camera mono a 5 MPixel, sensori di forza e di prossimità. La camera e gli altri sensori sono montati sull’end-effector del braccio e sono collegati ad una piattaforma Raspberry PI 3, che ospita il software di controllo, tramite apposite schede di interfacciamento. Lo stream video prodotto dalla camera è mostrato all’utente mediante la Human Machine Interface, realizzata tramite un touch-screen. L’utente può selezionare l’oggetto da premere (come, ad esempio, un bottone) semplicemente toccando la sua immagine sulla HMI. A pressione avvenuta, il sistema guida l’end-effector nella regione di interesse utilizzando i dati forniti dai sensori come riferimento per la propria posizione ed orientazione. Questa informazione permette di determinare il movimento che il manipolatore deve compiere per avvicinarsi all’oggetto che si vuole.