Educazione… ma che cos’è?

Alberto Manzi, Non è mai troppo tardi

Educazione… ma che cos’è?
Potrei rispondere con le parole dei saggi, con le parole dei pedagogisti…
Io, chiedendovi scusa, risponderò con parole mie.
Educazione potrebbe semplicemente significare: abitudine a… osservare, riflettere, discutere, ascoltare, capire […].
Detto più semplicemente, prendere l’abitudine a pensare.
Alberto Manzi

Non insegnate ai bambini

Oggi ho sentito questa canzone di Giorgio Gaber.
La musica mi piace poco ma leggete il testo!

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

I geek sono i nuovi supereroi

Prendo da un comunicato stampa di una nuova società in fortissima espansione la parte relativa al paragrafo I geek sono i nuovi supereroi quando in Italia i programmatori sono sempre stati considerati minimo gente strana. spesso sfigati:

La crescita di ManoMano si basa fortemente sulla tecnologia: «Da una parte, ogni team all’interno dell’azienda beneficia e usufruisce dell’analisi dei dati e dell’intelligenza artificiale, per migliorare i processi interni e l’interazione tra reparti; dall’altra, l’analisi dei dati è finalizzata al miglioramento continuo della customer experience, poiché il data-driven marketing permette di costruire un’esperienza tailor-made in cui consigli di acquisto, suggerimenti sulle promozioni e collegamenti ad altri prodotti siano generati da uno storico personalizzato»

I don’t trust you!

In Italia gli alunni hanno sempre cercato di “far fessi i professori”. Ed i professori hanno sempre cercato di “non farsi far fessi”.
Ho sempre pensato che il modello anglosassone fosse completamente diverso e basato su I trust you, mi fido di te e se mi accorgo che tradisci la mia fiducia la punizione sarà tremenda compresa l’espulsione immediata.
Perché abbandonare questo modello con l’avvento della tecnologia?
Il problema, soprattutto in Europa, è anche l’avvento della privacy e mediare le due cose può essere veramente complesso anche perché lo stesso strumento tecnologico può essere utilizzato per svolgere il compito e per copiarlo!

Il Ministro dell’Istruzione danese Merete Riisager ha firmato una proposta di legge inevitabilmente destinata a far discutere: il fine è quello di evitare che gli studenti, in sede d’esame, possano far ricorso a laptop o altri dispositivi per superare le prove imbrogliando, cercando risposte e soluzioni online o in qualche directory occultata nella memoria interna. Come farlo? Obbligandoli a mostrare, su esplicita richiesta della commissione, la cronologia delle ricerche e i file archiviati. Negando l’accesso ai device si andrà incontro alla confisca dello stesso per un’intera giornata o, peggio, all’espulsione dall’istituto.

Coolest Project a Milano alla Fabbrica del Vapore il 4 novembre

Coolest Project, il contest promosso da Coderdojo Foundation, movimento no-profit internazionale impegnato nella diffusione della creatività digitale e del pensiero computazionale tra gli studenti in età scolare, si terrà il 4 novembre a Milano presso la Fabbrica del Vapore (Via Procaccini, 4).

Il primo Coolest Project italiano è un’iniziativa gratuita che prevede la selezione dei migliori progetti per accedere al contest internazionale che si tiene a Dublino il 17 giugno 2018. Alla selezione di Milano partecipano più di 1.500 ragazzi con oltre 150 progetti originali, realizzati singolarmente o in gruppi di tre studenti, nell’ambito della creatività digitale. I progetti, divisi in 6 categorie consistono in applicazioni realizzate con scratch (giochi e animazioni), siti web realizzati in HTML, CSSS e Javascript, giochi, hardware (robot, macchine e hack), mobile app e progetti avanzati con applicazioni web reali.

I prototipi, che saranno presentati il 4 novembre a una giuria di esperti e mentor, saranno scelti valutando l’approccio progettuale e la risoluzione dei problemi affrontati in fase di implementazione.

Durante la giornata, sabato 4 novembre presso la Fabbrica del Vapore, è previsto un fitto calendario di speech. L’inizio dei lavori è alle ore 10.00, il calendario completo degli appuntamenti è disponibile sul sito dedicato (milano.coolestprojects.it).

Nella civiltà dello scrivere siamo tutti analfabeti!

Nella civiltà dello scrivere siamo tutti analfabeti!
Una volta si diceva verba volant, scripta manent. E’ ancora vero a livello legale ma per i giovani no!
verba volant, script volant!
Oggi tutti scrivono, ma scrivono come parlano e se sembrano analfabeti, sono analfabeti per un mondo vecchio e per una lingua vecchia.
Un mondo che scriveva per far vedere che sapeva scrivere, dove chi scriveva, scriveva perché pensava di essere il solo eletto che aveva qualcosa da dire e che lo sapeva dire nel modo giusto.
Una lingua vecchia, piena di regole e formalismi, perché doveva evidenziare il colto e l’ignorante.
Se si scrive come si parla è ovvio che ch diventa k, per diventa x e sei diventa 6 e … ho e o, è e e si fondono.
Se non si leggono più libri, se si leggono solo i social e si ascolta radio, televisione, internet, …, la lingua scritta è sempre più simile a quella parlata e simile a quella che tutti scrivono.
I refusi e gli errori seri infarciscono sempre più i media tradizionali scritti immaginiamo internet e i media tradizionali orali.

In un mondo in cui tutti scrivono, dove in teoria tutti potrebbero emergere per le loro abilità, un mondo che sembra il trionfo della democrazia, emergono sempre più i poteri forti e soprattutto i poteri che sanno passare oltre. I poteri che usano il testo solo per descrivere le immagini, l’audio e i video.
In un mondo del testo emerge e trionfa solo l’immagine, l’audio e il video.
Tra i nuovi influencer gli youtuber, gli instagrammer hanno stracciato i blogger (per i giovani anche i giornalisti) e stranamente la pubblicità oggi paga e vuole solo loro.

Sulle STEM siamo indietro ma ESOF 2020 si svolgerà a Trieste!

La cultura classica in Italia, come è giusto che sia, è profondamente radicata.
A livello europeo sulle STEM, Science, Technology, Engineering and Mathematics (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e quindi sulla scelta di corsi di studio e scelte educative volte a incrementare la competitività in campo scientifico e tecnologico siamo il fanalino di coda sebbene le eccellenze italiane tra gli scienziati e le università siano numerosissimi.
A questo si aggiunge una nuova perla e non è certo un caso: Trieste per il 2020 è stata scelta come Capitale Europea della Scienza e vi si svolgerà l’EuroScience Open Forum 2020 (ESOF).

Formazione: l’educatore come un sismografo – don Luigi Ciotti ricorda don Lorenzo Milani

Ieri sera, nella chiesa stracolma di San Martino di Venezze, don Luigi Ciotti ha ricordato don Lorenzo Milani. Quasi due ore dense di contenuti.
Riporto solo un passo: l’educatore è come un sismografo, è in grado di percepire prima degli altri le problematiche, le tendenze negative nella realtà giovanile e quindi nella società.
Droghe, alcool, anoressia e bulimia, dipendenza da consumismo sfrenato, dipendenze da internet (hikikomori) … e la scuola, la scuola degli ultimi di don Milani molto ha fatto e molto può fare.

Articolo più completo pubblicato in EPALE: L’educatore come un sismografo.

Più mi immergo nel futuro più devo riscoprire il passato per vivere il presente

L’approccio classico studio il passato per comprendere il presente ed intravvedere il futuro per quanto ancora oggi validissimo non viene mai applicato dove più servirebbe (il settore tecnologico/internet).

La tecnologia e il consumismo ci forzano ad un approccio differente: immergiti nel futuro e più ti immergerai più ne beneficerai

In questa ottica non ti viene dato il tempo per studiare le cose e per capirle, il rischio è quello di rimanere indietro nella corsa verso il futuro.

L’approccio classico non deve essere buttato via, deve semplicemente essere rivisto in un’ottica moderna:
più mi immergo nel futuro più devo riscoprire il passato per vivere il presente

Mi ricordo quando all’università avevo un professore di analisi che definii subito il classico scienziato che “vive nelle nuvole”. Lui una trentina di anni fa già viveva in mondi multidimensionali, ma era una scelta.

I ragazzi di oggi sono proiettati in mondi virtuali, che sono sempre più reali (ovvero l’immersione è così forte che quasi si dimenticano la realtà). Più si immergono in questi mondi più si deve far riscoprire loro il passato per insegnargli a vivere il presente.

Una scazzottata, uno sport che permette di utilizzare la violenza (la boxe, le lotte, il rugby) ma anche un qualsiasi sport che permette di scoprire i propri limiti e la fatica, esperienze quotidiane che permettano di riscoprire il proprio corpo, i propri limiti, il dolore e di conseguenza facciano intravedere le stesse sensazioni sugli altri.

Se tutto il giorno in un mondo virtuale, sempre più reale, do cazzotti abbattendo senza sforzo e senza  dolore il nemico e se quando vengo abbattuto ho nuove vite  e se non ho opportunamente riscoperto il passato, il corpo e il suo valore, …

Se sei adulto il tuo compito è controllare, se sei bambino imparare

Sulla base del precedente post Tutti fanno corsi di coding per ragazzi. E per i genitori e i nonni? ho sviluppato la tematica pubblicando l’articolo Se sei un adulto controlla, se sei un bambino impara sulla piattaforma del progetto EPALE.

Questi i punti salienti dell’articolo:
L’idea generale che si sta creando nella testa di formatori e delle persone:

  • se sei un bambino devi imparare il coding per comprendere il mondo tecnologico (ma non erano i famosi nativi digitali?)
  • se sei un adulto (genitore ma anche nonno) devi controllare che tuo figlio o tuo nipote utilizzi correttamente la tecnologia (ma non erano gli ignoranti digitali?)

Come si fa a pensare che un ignorante digitale possa comprendere e quindi controllare l’attività di un nativo digitale per quanto supportato da validi strumenti?
Se vogliamo veramente fare in modo che le persone possano comprendere il mondo tecnologico e fornire loro la chiave allora dobbiamo partire dagli adulti ed insegnare loro il coding, insegnare cosa c’è dietro, insegnare la storia dell’informatica e la storia di internet.