Impariamo a programmare per conoscere la tecnologia

Il gioco del robot-plotter

Venerdì 17 marzo, durante Pi Greco Rovigo, la mattina vi saranno due laboratori con le scuole medie, dal titolo
Impariamo a programmare per conoscere la tecnologia Il gioco del robot-plotter
Dopo una breve introduzione per far capire che dietro ogni oggetto si nasconde e si nasconderà un computer (IoT), emergerà la necessità di comprendere come interagire non solo nella parte visibile (frontend) ma anche in quella nascosta (programmazione).
Tramite il semplice gioco del robot-plotter impareremo cosa significa programmare e realizzeremo il nostro primo programma visuale (snap o scratch) scrivendo MUVIG.
https://scratch.mit.edu/projects/127972360/

Studiare la storia dell’informatica e di internet per capire il futuro

Studiare la storia dell’informatica e di internet per capire il futuro: corso per i Licei Classici

Frequenti il liceo classico e pensi che l’informatica ed internet (così come la matematica e la tecnologia) non facciano certo per te.

Però studi il passato per capire il presente e il futuro.
E se qualcuno ti spiegasse non ad utilizzare la tecnologia ma a capire la sua storia, la sua evoluzione, cosa si nasconde dietro, …
Forse non ti verrebbe voglia ugualmente di usarla ma sicuramente la capirai e ti sentirai più pronto a vivere anche il futuro tecnologico!

Questo corso si basa su un miniebook che ho scritto recentemente Storia dell’informatica e internet (https://www.amazon.it/dp/B01N0VMY5P/)

Questa l’introduzione:
E’ incredibile come noi italiani, storicamente, siamo abituati a studiare ed analizzare il nostro passato per cercare di meglio comprendere il nostro futuro in ogni settore del sapere (filosofia, arte, economia, …) ma poco approfondiamo la tecnologia informatica ed internet e per niente cerchiamo di capire il suo recente passato.
E’ incredibile come in una società imperniata sul denaro e sull’arricchimento rapido, in una società dove gli uomini più ricchi della terra sono esperti informatici e internet, in Italia programmare sia ancora considerato un gioco da bambini e sicuramente non un’attività creativa quasi artistica.
Cercherò di percorrere alcune tappe fondamentali dell’evoluzione informatica e di internet tramite la mia esperienza personale e professionale, vissuta negli ultimi 30 anni.

Da utilizzatori tecnologici a programmatori

Program or be programmed il più recente aspetto del digital divide

Mi ricordo quando si parlava di digital divide e di come sembrasse invalicabile il problema economico. Dal mio punto di vista il reale problema non è mai stato di acquisizione della tecnologia o di utilizzo ma di comprensione.
E’ vero che esistono zone del mondo dove non arriva la corrente elettrica e la povertà è tale che diventa impensabile acquisire tecnologia. Ma è vero che la tecnologia dismessa in luoghi predisposti potrebbe essere utilizzabile da quasi tutti (ad es un pc dismesso in una chiesa, in una moschea, in un luogo pubblico).

Considerando i paesi che possono utilizzare la tecnologia ed analizzando l’utilizzo relativo delle persone quello che emerge sempre più è un nuovo digital divide sempre più netto. Gli adulti, se non lo fanno per lavoro, pensano di essere poco avvezzi alla tecnologia rispetto alle nuove generazioni.
Le nuove generazioni si sentono tecnologhe ma spesso sono solo degli ottimi utilizzatori.
Inoltre le nuove generazioni spesso non sanno usare i computer ma solo gli smartphone e degli smartphone poche app (giochi, fb, whatsapp, instagram, snapchat e poco altro).
La tecnologia, se è sempre più semplice da utilizzare, è sempre più complessa per quello che nasconde e sempre meno persone sono in grado di capire cosa si nasconde dietro.
In Italia si pensa che studiare la storia sia un valido metodo per conoscere il futuro, ma questo valido ragionamento sembra non valere per la tecnologia: non esiste nella nostra cultura la storia della tecnologia né qualcuno che sia in grado di spiegarla semplicemente.
I linguaggi di programmazione sono complessi, richiedono scelte complesse e molto tempo per impararli con il rischio che poi si rivelino scelte “fuori mercato” (pensiamo ad es al pascal, al fortran, …).

La soluzione c’è: nonni, genitori e figli dal punto di vista della programmazione sono allo stesso livello (livello zero) e tramite la programmazione visuale possono fare un nuovo salto in avanti contro il digital divide!
Program or be programmed.

Un metodo per costruire quadrati magici dispari con Scratch

Ho realizzato un programma visuale Scratch per illustrare come costruire quadrati magici dispari, nello specifico esempio 3×3

Un semplice metodo per costruire quadrati magici dispari è quello della diagonale.
Si introducono i numeri nella griglia a partire dall’uno in sequenza, in diagonale (in alto a destra), se il numero cade fuori dalla griglia lo si riporta all’inizio della sponda opposta (bisogna immaginare che la griglia sia fatta come un cilindro dove i due lati opposti sono uniti). Se il numero è un multiplo del numero della griglia il successivo si mette sotto (ad es per un quadrato 3×3 arrivati al 6, il 7 si metterà sotto).

Ambasciatore EPALE per estendere il coding agli adulti!

Voglio diventare ambasciatore EPALE per estendere il coding agli adulti!

Mi sono appena iscritto al sito EPALE e penso di candidarmi ambasciatore EPALE.
Certo ho poca esperienza ma tante idee.
Ad es. è un po’ che sto giocando con il coding, la nuova tendenza di portare la programmazione a bambini (nelle scuole e no) sempre più piccoli utilizzando la programmazione visuale, i videogiochi e i robot.
Il concetto di fondo è che solo programmando si può capire la tecnologia ed essere attori protagonisti (program or be programmed).
Tutto il mondo si sta muovendo in questa direzione. La domanda è semplice: se funziona per i bambini perché non dovrebbe funzionare con gli adulti?
Io voglio vedere degli adulti indossare queste magliette!

Ero un esperto di didattica immersiva e me ne rendo conto solo oggi!

A Firenze organizzai nel 2008 SLCamp (un barcamp su Second Life) presso il Festival della Creatività.
In Italia arrivammo tardi.
Ovviamente c’erano tutte le università e molte scuole. Io avevo un museo, architetti ci costruivano i loro progetti, …

Oggi scopro che Indire organizza il 28 novembre «La scuola nel virtuale», il 2° meeting nazionale sulla didattica immersiva e sull’uso di strumenti digitali 3D a scuola.
A me sembra Second Life, questo significa che ero un esperto di didattica immersiva e me ne rendo conto solo oggi!