Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro

Lenovo sostiene la campagna “Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro” promosso dal MOIGE (Movimento Italiano Genitori Onlus). Il progetto, presentato oggi nella settimana del Safer Internet Day 2019 presso l’Istituto Superiore “Francesco Morano” di Caivano (Na), ha l’obiettivo di fornire alle famiglie gli strumenti idonei per fronteggiare il fenomeno del cyberbullismo, promuovere tra i minori una maggiore consapevolezza dei rischi e supportarli nell’acquisizione di competenze per una gestione costruttiva dei conflitti interpersonali, e diffondere una cultura digitale sui pericoli connessi all’uso improprio delle tecnologie.
In difesa dei più giovani, il Moige mette a disposizione un “Centro mobile” di sostegno e supporto alle vittime di cyberbullismo. Un ufficio itinerante con personale specializzato che effettuerà il giro dell’Italia raggiungendo le scuole e i comuni che richiedono l’intervento.
L’azione di sensibilizzazione e di prevenzione si realizzerà attraverso interventi formativi e informativi rivolti agli studenti delle scuole selezionate, 100 su tutto il territorio nazionale, ai loro genitori e ai loro insegnati. Ciascun istituto selezionerà cinque alunni che diventeranno “Ambasciatori della lotta al cyberbullismo”, un punto di riferimento per chiedere aiuto o per segnalare eventuali episodi, che si formeranno su un portale dedicato, con il supporto del docente referente del progetto, e che diventeranno i protagonisti dell’azione formativa sui loro compagni.
Per la realizzazione delle attività di progetto sul “Centro mobile” in tour nelle scuole e nelle piazze, per il coordinamento delle aziende della sede centrale di Roma oltre che per l’affiancamento del call center di supporto, Lenovo mette a disposizione alcuni tra i più innovativi dispositivi tecnologici.
La campagna “Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro” mira a raggiungere 80 mila genitori e formare 500 nuovi giovani ambasciatori, che si aggiungeranno a 50 mila studenti e più di 100 mila tra docenti e genitori già attivi sul territorio nazionale.

Al Flormart di Padova si parlerà di cyberbulbismo!

cyberbulbizzato

Venerdì 21 settembre 2018 il Flormart di Padova ospiterà il seminario Noi preferiamo i bulbi presso il Pad. 11 – Arena GPP Lab alle 15:00

Molteplici argomenti ricorrono nelle esperienze che sono state avviate in tutte le regioni italiane. Anche se i temi dell’educazione ambientale sono certamente i più frequenti, sono ora gli aspetti sociali ad essere presi in considerazione.
Iniziative di contrasto a emarginazione e povertà, animazione culturale e valorizzazione del patrimonio monumentale, lotta per la legalità sono al centro di decine di recenti iniziative. Anche il tema della prevenzione del bullismo e di altre forme di prevaricazione nei rapporti sociali è diventato il filo conduttore di una apposita campagna.

Partendo da un gioco di parole (bulli/bulbi) è nato lo slogan “NOI PREFERIAMO I BULBI”. La proposta è quella di creare nelle scuole o in prossimità di esse uno spazio seminato prevalentemente con bulbi. Contemporaneamente alla realizzazione e alla cura delle aiuole dovrebbe essere realizzato un progetto educativo e di animazione sociale per il contrasto e la prevenzione del bullismo. Gli operatori del settore florovivaistico oltre ad assicurare il ruolo di partner tecnico per la realizzazione di aiuole o giardini possono diventare anche promotori coinvolgendo istituzioni e associazionismo nei territori in cui operano.

Intervengono:
Vincenzo Conese – Coordinatore della campagna
Alberto Ferrari – Segretario nazionale CTG
Fabrizio Pivari – Fondatore codescuola.it

La formazione tecnica non può prescindere dalla discussione etica

Viviamo in un’epoca di ignoranza digitale dovuta alla velocità dell’evoluzione ed alla conseguente conoscenza superficiale delle tecnologie che ci circondano.
La conoscenza si ferma quasi sempre all’utilizzo con la percezione di “sapere” di “saper dominare“.
La lingua dei computer, i linguaggi di programmazione, sono conosciuti da pochissimi.
Questo probabilmente è normale, era così anche ai tempi della televisione e della radio.
Molto più strano è che il mondo si stia evolvendo in nuove direzioni e non se ne parli, non vi sia discussione etica, non si discuta su cosa e buono e cosa no delle prossime modifiche apportate dalle tecnologie soprattutto in due importanti tematiche:

  • il rapporto uomo – macchina/robot
  • il rapporto reale – virtuale

Vi pongo alcuni esempi:
GTA: un videogioco virtuale dove lo scopo del protagonista è uccidere, essere spietato, e dove in questo contesto ci si droga e si fa sesso, ovviamente vietato ai minori di 18 anni, ma spesso giocato, per molte ore, da ragazzini di 10-12 anni non potrebbe creare uno sfasamento nel rapporto reale virtuale? Ovvero, siamo sicuri che un ragazzino di 10-12 anni che abusi nell’utilizzo di questo videogioco si rende conto dove finisce il videogioco ed inizia la realtà? e sa viverli in maniera differente con regole differenti?
Abusi sessuali: gli abusi sessuali virtuali sono abusi? gli abusi sessuali con bambole sono abusi? gli abusi sessuali con robot sono abusi? Siamo sicuri che abusando nell’utilizzo del virtuale non si abbia una percezione errata del reale?

Di questi ed altre argomentazioni abbiamo parlato in una esposizione/dialogo presso la comunità parrocchiale di genitori di un piccolo comune in provincia di Rovigo: Villamarzana. In teoria l’argomento principale era il cyberbullismo, ma il cyberbullismo è solo la punta dell’iceberg di una non volontà generale di affrontare tematiche etiche sulla tecnologia.

https://ec.europa.eu/epale/it/node/53050