Al Flormart di Padova si parlerà di cyberbulbismo!

cyberbulbizzato

Venerdì 21 settembre 2018 il Flormart di Padova ospiterà il seminario Noi preferiamo i bulbi presso il Pad. 11 – Arena GPP Lab alle 15:00

Molteplici argomenti ricorrono nelle esperienze che sono state avviate in tutte le regioni italiane. Anche se i temi dell’educazione ambientale sono certamente i più frequenti, sono ora gli aspetti sociali ad essere presi in considerazione.
Iniziative di contrasto a emarginazione e povertà, animazione culturale e valorizzazione del patrimonio monumentale, lotta per la legalità sono al centro di decine di recenti iniziative. Anche il tema della prevenzione del bullismo e di altre forme di prevaricazione nei rapporti sociali è diventato il filo conduttore di una apposita campagna.

Partendo da un gioco di parole (bulli/bulbi) è nato lo slogan “NOI PREFERIAMO I BULBI”. La proposta è quella di creare nelle scuole o in prossimità di esse uno spazio seminato prevalentemente con bulbi. Contemporaneamente alla realizzazione e alla cura delle aiuole dovrebbe essere realizzato un progetto educativo e di animazione sociale per il contrasto e la prevenzione del bullismo. Gli operatori del settore florovivaistico oltre ad assicurare il ruolo di partner tecnico per la realizzazione di aiuole o giardini possono diventare anche promotori coinvolgendo istituzioni e associazionismo nei territori in cui operano.

Intervengono:
Vincenzo Conese – Coordinatore della campagna
Alberto Ferrari – Segretario nazionale CTG
Fabrizio Pivari – Fondatore codescuola.it

La formazione tecnica non può prescindere dalla discussione etica

Viviamo in un’epoca di ignoranza digitale dovuta alla velocità dell’evoluzione ed alla conseguente conoscenza superficiale delle tecnologie che ci circondano.
La conoscenza si ferma quasi sempre all’utilizzo con la percezione di “sapere” di “saper dominare“.
La lingua dei computer, i linguaggi di programmazione, sono conosciuti da pochissimi.
Questo probabilmente è normale, era così anche ai tempi della televisione e della radio.
Molto più strano è che il mondo si stia evolvendo in nuove direzioni e non se ne parli, non vi sia discussione etica, non si discuta su cosa e buono e cosa no delle prossime modifiche apportate dalle tecnologie soprattutto in due importanti tematiche:

  • il rapporto uomo – macchina/robot
  • il rapporto reale – virtuale

Vi pongo alcuni esempi:
GTA: un videogioco virtuale dove lo scopo del protagonista è uccidere, essere spietato, e dove in questo contesto ci si droga e si fa sesso, ovviamente vietato ai minori di 18 anni, ma spesso giocato, per molte ore, da ragazzini di 10-12 anni non potrebbe creare uno sfasamento nel rapporto reale virtuale? Ovvero, siamo sicuri che un ragazzino di 10-12 anni che abusi nell’utilizzo di questo videogioco si rende conto dove finisce il videogioco ed inizia la realtà? e sa viverli in maniera differente con regole differenti?
Abusi sessuali: gli abusi sessuali virtuali sono abusi? gli abusi sessuali con bambole sono abusi? gli abusi sessuali con robot sono abusi? Siamo sicuri che abusando nell’utilizzo del virtuale non si abbia una percezione errata del reale?

Di questi ed altre argomentazioni abbiamo parlato in una esposizione/dialogo presso la comunità parrocchiale di genitori di un piccolo comune in provincia di Rovigo: Villamarzana. In teoria l’argomento principale era il cyberbullismo, ma il cyberbullismo è solo la punta dell’iceberg di una non volontà generale di affrontare tematiche etiche sulla tecnologia.

https://ec.europa.eu/epale/it/node/53050