Videopillole che supportano i minori nell’adozione di pratiche corrette di navigazione internet e utilizzo dei social media

parliamone con un adulto - parliamone è questo che conta
parliamone con un adulto - parliamone è questo che conta
parliamone con un adulto – parliamone è questo che conta

Cyber Bullismo, fake news, condivisione di immagini o video non appropriati, sono solo alcuni dei molti pericoli che affollano la rete e a farne le spese sono soprattutto i più piccoli. In questo scenario, Trend Micro, leader globale di cybersecurity e da sempre attenta all’educazione e alla formazione dei nuovi cittadini digitali, presenta “Conta fino a 3!”, la nuova campagna video di security awareness.
Dedicata ai minori e ai genitori come audience primarie, la campagna digitale ha l’obiettivo di mostrare quali sono le pratiche corrette di navigazione e di utilizzo del web da adottare, per utilizzare in maniera consapevole internet, i social media e, più in generale, i moderni dispositivi tecnologici.
“Conta fino a 3!” è una campagna che si articola in 5 video pillole realizzate come animazione da noti graphic novelist. I protagonisti sono due bambini, Alice e Tommy, che mentre utilizzano un dispositivo tecnologico nelle varie attività del proprio quotidiano, si trovano davanti a un bivio che potrebbe condurli a una situazione di pericolo. Una voce fuori campo avvisa di “Contare fino a 3” e riflettere, prima di scegliere come comportarsi, e di rivolgersi anche a un adulto ogni volta che si ha un dubbio.
Perché alla fine, ed è il messaggio della campagna, quello che conta davvero è parlare e discutere di queste situazioni, per riuscire a gestirle nella maniera corretta.

Questi i temi delle video pillole:

“Oggi l’età media in cui un bambino riceve il suo primo smartphone si sta abbassando sempre di più”. Afferma Lisa Dolcini, Responsabile Marketing e Comunicazione Trend Micro. “I bambini interagiscono sempre prima con gli strumenti digitali, per questo è fondamentale insegnare loro come utilizzarli, per evitare che li adoperino nel modo sbagliato, che si rendano protagonisti o diventino vittime degli episodi sbagliati. Trend Micro è in prima linea in questa attività di formazione, per noi è fondamentale far crescere i cittadini digitali del futuro, perché non ci si protegge dalle minacce IT solo con le soluzioni, ma soprattutto con la consapevolezza”.
La campagna “Conta fino a 3!” si inserisce all’interno del progetto globale di volontariato di Trend Micro, Internet Safety For Kids And Family, che l’azienda promuove in tutto il mondo per fornire ai ragazzi, alle famiglie e agli insegnanti gli strumenti necessari per essere cittadini digitali consapevoli, utilizzare in modo informato la rete Internet e renderla un luogo sicuro per i minori, proteggendoli dai rischi e dalle minacce a cui possono andare incontro durante la navigazione. In Italia, Trend Micro partecipa attivamente a incontri formativi contro il cyber bullismo nelle scuole.

Le avventure dei Cyberkid, anno scolastico 2018-2019.

In collaborazione con Neways e con la supervisione di Andip (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy), Acer for Education ha supportato la seconda edizione del progetto “Le avventure dei Cyberkid”, anno scolastico 2018-2019.
Rivolto principalmente alle classi Secondarie di Primo Grado, il progetto si è posto l’obiettivo di sviluppare, nei ragazzi e negli adulti, una maggiore consapevolezza tecnologica che vede nel web e nei dispositivi informatici degli strumenti importanti al nostro servizio e non da temere o evitare.
Solo promuovendo l’uso corretto delle nuove tecnologie, sin dalla giovane età, la navigazione in rete può diventare una risorsa ed un’opportunità straordinaria, contrastando così il fenomeno sempre più in espansione del cyberbullismo.
Il progetto, integrativo al percorso didattico di prevenzione del fenomeno, è stato portato avanti utilizzando un metodo ludico e creativo. La seconda edizione del progetto ha coinvolto circa 1.500 classi, 37.000 alunni con le relative famiglie. A conclusione del percorso educativo gli alunni hanno realizzato un video che è stato occasione di stimolo creativo ma anche di analisi di aspetti importanti e delicati con la supervisione degli insegnanti. Il video, che poteva essere recitato o in versione musicale, aveva come tema “Trasformiamoci anche noi nei Cyberkid per vincere il bullismo”.
Tutte le classi aderenti hanno partecipato ad un contest finale con in palio o una postazione Mixed (due notebook gaming Nitro e due visori Windows Mixed Reality) o una dotazione laboratorio (tre notebook TravelMate, tre monitor 27” e un proiettore) oppure una dotazione classe composta da sei notebook Acer TravelMate 14”. Tra le diverse possibilità, le classi vincitrici hanno tutte scelto la dotazione tecnologica vincendo così sei notebook TravelMate 14”. Gli elaborati vincitori sono stati realizzati dai ragazzi delle seguenti scuole:
 “Cancella il cyberbullismo”: Scuola Secondaria di 1° Grado Mozzecane, Verona, Classe 2° D
 “RegolaMente”: Scuola Secondaria di 1° Grado IV IC.G.Galilei, Acireale, Classe 2° F
 “Il peso delle parole”: Scuola Secondaria di 1° Grado Cardinale G.Massaia, Napoli, Classe 2° F
Acer premierà gli elaborati degli studenti vincitori direttamente presso le scuole. I video sono pubblicati sul sito dedicato www.cyberkid.it.

Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro

Lenovo sostiene la campagna “Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro” promosso dal MOIGE (Movimento Italiano Genitori Onlus). Il progetto, presentato oggi nella settimana del Safer Internet Day 2019 presso l’Istituto Superiore “Francesco Morano” di Caivano (Na), ha l’obiettivo di fornire alle famiglie gli strumenti idonei per fronteggiare il fenomeno del cyberbullismo, promuovere tra i minori una maggiore consapevolezza dei rischi e supportarli nell’acquisizione di competenze per una gestione costruttiva dei conflitti interpersonali, e diffondere una cultura digitale sui pericoli connessi all’uso improprio delle tecnologie.
In difesa dei più giovani, il Moige mette a disposizione un “Centro mobile” di sostegno e supporto alle vittime di cyberbullismo. Un ufficio itinerante con personale specializzato che effettuerà il giro dell’Italia raggiungendo le scuole e i comuni che richiedono l’intervento.
L’azione di sensibilizzazione e di prevenzione si realizzerà attraverso interventi formativi e informativi rivolti agli studenti delle scuole selezionate, 100 su tutto il territorio nazionale, ai loro genitori e ai loro insegnati. Ciascun istituto selezionerà cinque alunni che diventeranno “Ambasciatori della lotta al cyberbullismo”, un punto di riferimento per chiedere aiuto o per segnalare eventuali episodi, che si formeranno su un portale dedicato, con il supporto del docente referente del progetto, e che diventeranno i protagonisti dell’azione formativa sui loro compagni.
Per la realizzazione delle attività di progetto sul “Centro mobile” in tour nelle scuole e nelle piazze, per il coordinamento delle aziende della sede centrale di Roma oltre che per l’affiancamento del call center di supporto, Lenovo mette a disposizione alcuni tra i più innovativi dispositivi tecnologici.
La campagna “Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro” mira a raggiungere 80 mila genitori e formare 500 nuovi giovani ambasciatori, che si aggiungeranno a 50 mila studenti e più di 100 mila tra docenti e genitori già attivi sul territorio nazionale.

Al Flormart di Padova si parlerà di cyberbulbismo!

cyberbulbizzato

Venerdì 21 settembre 2018 il Flormart di Padova ospiterà il seminario Noi preferiamo i bulbi presso il Pad. 11 – Arena GPP Lab alle 15:00

Molteplici argomenti ricorrono nelle esperienze che sono state avviate in tutte le regioni italiane. Anche se i temi dell’educazione ambientale sono certamente i più frequenti, sono ora gli aspetti sociali ad essere presi in considerazione.
Iniziative di contrasto a emarginazione e povertà, animazione culturale e valorizzazione del patrimonio monumentale, lotta per la legalità sono al centro di decine di recenti iniziative. Anche il tema della prevenzione del bullismo e di altre forme di prevaricazione nei rapporti sociali è diventato il filo conduttore di una apposita campagna.

Partendo da un gioco di parole (bulli/bulbi) è nato lo slogan “NOI PREFERIAMO I BULBI”. La proposta è quella di creare nelle scuole o in prossimità di esse uno spazio seminato prevalentemente con bulbi. Contemporaneamente alla realizzazione e alla cura delle aiuole dovrebbe essere realizzato un progetto educativo e di animazione sociale per il contrasto e la prevenzione del bullismo. Gli operatori del settore florovivaistico oltre ad assicurare il ruolo di partner tecnico per la realizzazione di aiuole o giardini possono diventare anche promotori coinvolgendo istituzioni e associazionismo nei territori in cui operano.

Intervengono:
Vincenzo Conese – Coordinatore della campagna
Alberto Ferrari – Segretario nazionale CTG
Fabrizio Pivari – Fondatore codescuola.it

La formazione tecnica non può prescindere dalla discussione etica

Viviamo in un’epoca di ignoranza digitale dovuta alla velocità dell’evoluzione ed alla conseguente conoscenza superficiale delle tecnologie che ci circondano.
La conoscenza si ferma quasi sempre all’utilizzo con la percezione di “sapere” di “saper dominare“.
La lingua dei computer, i linguaggi di programmazione, sono conosciuti da pochissimi.
Questo probabilmente è normale, era così anche ai tempi della televisione e della radio.
Molto più strano è che il mondo si stia evolvendo in nuove direzioni e non se ne parli, non vi sia discussione etica, non si discuta su cosa e buono e cosa no delle prossime modifiche apportate dalle tecnologie soprattutto in due importanti tematiche:

  • il rapporto uomo – macchina/robot
  • il rapporto reale – virtuale

Vi pongo alcuni esempi:
GTA: un videogioco virtuale dove lo scopo del protagonista è uccidere, essere spietato, e dove in questo contesto ci si droga e si fa sesso, ovviamente vietato ai minori di 18 anni, ma spesso giocato, per molte ore, da ragazzini di 10-12 anni non potrebbe creare uno sfasamento nel rapporto reale virtuale? Ovvero, siamo sicuri che un ragazzino di 10-12 anni che abusi nell’utilizzo di questo videogioco si rende conto dove finisce il videogioco ed inizia la realtà? e sa viverli in maniera differente con regole differenti?
Abusi sessuali: gli abusi sessuali virtuali sono abusi? gli abusi sessuali con bambole sono abusi? gli abusi sessuali con robot sono abusi? Siamo sicuri che abusando nell’utilizzo del virtuale non si abbia una percezione errata del reale?

Di questi ed altre argomentazioni abbiamo parlato in una esposizione/dialogo presso la comunità parrocchiale di genitori di un piccolo comune in provincia di Rovigo: Villamarzana. In teoria l’argomento principale era il cyberbullismo, ma il cyberbullismo è solo la punta dell’iceberg di una non volontà generale di affrontare tematiche etiche sulla tecnologia.

https://ec.europa.eu/epale/it/node/53050