Programmare capendo è sempre più complesso: è ancora necessario l’uomo?

Sono stato programmatore ed oggi faccio fatica, molta fatica anche a capire cose semplici, a stare al passo con i tempi.
Innanzi tutto, visto che i linguaggi di programmazione sono come le lingue, per saperli utilizzare al meglio non si possono sapere tutti ma bisogna fare una scelta e fare scelte preclude.
In questo momento se si opera su internet bisogna sapere il php, se si opera in azienda java ma a basso livello il c o il c++ ma in alcuni settori anche il cobol. Se poi si opera in nicchie …
Inoltre bisogna conoscere i sistemi operativi, le librerie, i framework, …
E se in tale contesto, in tale evoluzione, l’intelligenza umana fosse troppo lenta, un peso allo sviluppo?

Come fare? Utilizzare l’AI!
zeusnews.it così descrive come facebook inizia ad utilizzare l’AI per correggere i bug:
SapFix, uno strumento di debug che è in grado di analizzare il codice problematico, elaborare una soluzione e proporla ai programmatori.
Già adoperato dal social network per produrre codice «stabile e robusto», SapFix lavora bene insieme Sapienz, il software di test che mette alla prova il nuovo codice.
Quando Sapienz incontra un bug, determina quale parte del codice sia responsabile del malfunzionamento e la passa a SapFix. Questi l’analizza e genera una patch, che poi viene sottoposta allo staff umano per l’approvazione finale.

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