Investimenti nel capitale umano e nella formazione digitale indispensabili per la crescita e lo sviluppo

La convention annuale di AICA – occasione di incontro e confronto fra imprenditori e manager delle principali aziende italiane, esperti, analisti, rappresentanti istituzionali e della cultura – ha analizzato, venerdì scorso, scenari e opportunità della Digital Transformation come principale motore di crescita e progresso del Paese.
Numerose sono state le aree di dialogo, legate alla trasformazione digitale in Italia, a partire dal tema delle competenze e delle opportunità professionali del futuro.
Continua a crescere, infatti, la domanda di professionisti con skill e competenze digitali altamente specializzati ma l’offerta sul mercato è insufficiente. Questo è emerso dalle presentazioni afferenti al mondo ICT, supportate dai dati emersi dal Rapporto dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, che AICA promuove.
E anche dall’osservazione sulle professioni non informatiche, in cui si colloca la maggioranza degli occupati e dei candidati all’assunzione, si è rilevato che è necessario soddisfare la domanda crescente di skill digitali. In tutti i settori e in tutte le funzioni aziendali, è richiesta la capacità di competenze digitali avanzate per comunicare, incrementare le vendite, migliorare la produttività e gestire i sistemi informativi.
Se il mercato è alla ricerca di forza lavoro con un adeguato sapere digitale, è arrivato il momento di adeguare i percorsi formativi e sostenere l’aggiornamento digitale di milioni di lavoratori attraverso la formazione continua.
Big Data uguale Big Knowledge: questo lo strumento dell’Osservatorio che ha analizzato le informazioni contenute in 540.000 ricerche di personale via Web per 239 figure professionali avvenute nel 2017 e ulteriori rilevazioni e focus group per i settori dell’Industria, del Commercio e dei Servizi, con particolare riferimento alla manifattura della meccanica e del fashion, al piccolo commercio al dettaglio della moda, all’hospitality (alberghi- ristorazione) e al settore pubblico.
Il peso degli skill digitali (DSR-Digital Skill Rate) nei diversi mestieri continua a crescere ed è una componente imprescindibile delle professioni non informatiche, sia per le attività caratteristiche dell’azienda (quelle cosiddette Core) sia per quelle di Supporto e Management.
Nell’Industria è stato registrato un DSR che va dal 20% medio per le professioni di Supporto e Management al 17% medio per le figure Core, con punte più elevate nella produzione, progettazione, ricerca e sviluppo, nel marketing e nella gestione delle risorse umane. Rispetto al 2014, nel 2017 si è riscontrato un incremento del DSR del 4% per le professioni dell’area di Supporto e Management e del 2% per quelle dell’area Core. Stesso andamento si registra nei settori dei Servizi e del Commercio. Nei Servizi, il DSR medio va dal 14% per le figure di Supporto e Management al 13% per le figure professionali Core, ove il DSR è cresciuto del 3% dal 2014 al 2017. Nel Commercio, l’indicatore presenta valori medi del 13% per le figure di Supporto a Management e del 12% per quelle Core.
“Come Associazione ringraziamo tutti gli ospiti della convention che, con le rispettive testimonianze, hanno contribuito a disegnare un quadro completo e approfondito degli scenari della Digital Transformation in Italia. Il tema che emerge da ogni punto di analisi è la domanda importante di competenze digitali e la necessità di investire nel capitale umano, fattore essenziale per la crescita di cui il nostro Paese ha bisogno. Le digital skill sono fondamentali perché l’evoluzione tecnologica sia sempre più rapida e la trasformazione digitale garantisca occasioni per creare nuove opportunità”, dichiara Giuseppe Mastronardi, Presidente di AICA.

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