Educare attraverso lo stupore o attraverso il fascino della conoscenza?

mal di scuola

E’ incredibile ma vero: i ragazzi sono afflitti da mal di scuola: paura, ansia, fatica, attacchi di panico, fino al rifiuto scolare e al ritiro a casa.
E’ solo dovuto ai due anni di covid e di DAD (didattica a distanza) o FAD (formazione a distanza) o c’è di più?

Sicuramente la scuola ha sempre fatto paura ma i ragazzi, spesso umiliati davanti a compagni (dietro la lavagna, cappello da asino, bacchettate sulle mani, …) semplicemente se ne fregavano.

Oggi, a confronto le pene sono più lievi, ma gli effetti più seri, forse anche per le grandi aspettative famigliari, forse semplicemente anche per il numero di figli (con un figlio solo le aspettative sul singolo sono superiori rispetto a dieci).

Come possono i professori/formatori ridurre negli allievi quest’ansia?
La risposta è spesso educare attraverso lo stupore.

Non vorrei venisse frainteso ed io preferisco educare attraverso il fascino della conoscenza.

Mi spiego meglio. Insegno informatica, seguo poco i percorsi proposti dai vari libri anche se costituiscono le basi che si devono conoscere. Nello stesso tempo, non mi soffermo solo su app, programmi e tecnologie innovative che stupiscono come ad stampanti 3D, robotica, …

La mia idea di fondo è sempre cercare di spiegare cosa si nasconde dietro attraverso l’evoluzione tecnologica.

Ad es. volendo descrivere le stampanti partirei dalla scrittura, dai supporti per la scrittura, alle macchine da scrivere, ai computer e alla periferica di output stampante, dalla stampa ad aghi, a getto di inchiostro, a laser.

La parola chiave non deve essere stupire ma curiosità.
Inoltre nell’allievo la curiosità deve essere associata non alla spiegazione ma alla ricerca autonoma.

Solo l’abitudine all’autoformazione può consentire di vivere serenamente il presente.

PS Questo è il mio punto di vista e il mio atteggiamento che devia da quanto evidenziato nello studio Mal di scuola, ne soffre uno studente su tre

Fabrizio @ Pivari.com

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