Videopillole che supportano i minori nell’adozione di pratiche corrette di navigazione internet e utilizzo dei social media

parliamone con un adulto - parliamone è questo che conta
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parliamone con un adulto – parliamone è questo che conta

Cyber Bullismo, fake news, condivisione di immagini o video non appropriati, sono solo alcuni dei molti pericoli che affollano la rete e a farne le spese sono soprattutto i più piccoli. In questo scenario, Trend Micro, leader globale di cybersecurity e da sempre attenta all’educazione e alla formazione dei nuovi cittadini digitali, presenta “Conta fino a 3!”, la nuova campagna video di security awareness.
Dedicata ai minori e ai genitori come audience primarie, la campagna digitale ha l’obiettivo di mostrare quali sono le pratiche corrette di navigazione e di utilizzo del web da adottare, per utilizzare in maniera consapevole internet, i social media e, più in generale, i moderni dispositivi tecnologici.
“Conta fino a 3!” è una campagna che si articola in 5 video pillole realizzate come animazione da noti graphic novelist. I protagonisti sono due bambini, Alice e Tommy, che mentre utilizzano un dispositivo tecnologico nelle varie attività del proprio quotidiano, si trovano davanti a un bivio che potrebbe condurli a una situazione di pericolo. Una voce fuori campo avvisa di “Contare fino a 3” e riflettere, prima di scegliere come comportarsi, e di rivolgersi anche a un adulto ogni volta che si ha un dubbio.
Perché alla fine, ed è il messaggio della campagna, quello che conta davvero è parlare e discutere di queste situazioni, per riuscire a gestirle nella maniera corretta.

Questi i temi delle video pillole:

“Oggi l’età media in cui un bambino riceve il suo primo smartphone si sta abbassando sempre di più”. Afferma Lisa Dolcini, Responsabile Marketing e Comunicazione Trend Micro. “I bambini interagiscono sempre prima con gli strumenti digitali, per questo è fondamentale insegnare loro come utilizzarli, per evitare che li adoperino nel modo sbagliato, che si rendano protagonisti o diventino vittime degli episodi sbagliati. Trend Micro è in prima linea in questa attività di formazione, per noi è fondamentale far crescere i cittadini digitali del futuro, perché non ci si protegge dalle minacce IT solo con le soluzioni, ma soprattutto con la consapevolezza”.
La campagna “Conta fino a 3!” si inserisce all’interno del progetto globale di volontariato di Trend Micro, Internet Safety For Kids And Family, che l’azienda promuove in tutto il mondo per fornire ai ragazzi, alle famiglie e agli insegnanti gli strumenti necessari per essere cittadini digitali consapevoli, utilizzare in modo informato la rete Internet e renderla un luogo sicuro per i minori, proteggendoli dai rischi e dalle minacce a cui possono andare incontro durante la navigazione. In Italia, Trend Micro partecipa attivamente a incontri formativi contro il cyber bullismo nelle scuole.

Stress, ansia, insonnia: crescono le malattie digitali legate all’uso delle nuove tecnologie

Lo sviluppo della tecnologia porta con sé anche nuove malattie digitali, ancora poco conosciute, ma che coinvolgono sempre di più sia gli adulti, sia i bambini e gli adolescenti (si stima siano 300mila in Italia i ragazzi fra i 12 e i 15 anni con un problema di dipendenza da internet).

Technostresssindrome da iperconnessioneno mobile fobia (paura di rimanere senza connessione mobile), FOMO (“fear of missing out”, di essere tagliati fuori dalle reti social), narcisismo digitale e phubbing (tendenza a ignorare gli altri perché immersi nel proprio cellulare) sono solo alcuni dei nuovi disturbi che rendono necessario un vero e proprio Digital Life Coaching, per imparare a gestire al meglio il rapporto con la tecnologia.

La parola d’ordine è: costruire uno stile di vita sano nella sua totalità.

WebTrotter – Il giro del mondo in 80 minuti

Nel proprio ruolo di motore della diffusione della cultura digitale, AICA, in collaborazione con il MIUR, promuove il concorso “WebTrotter – Il giro del mondo in 80 minuti” giunto alla sua sesta edizione. Il progetto è rivolto agli studenti delle classi prime, seconde e terze delle scuole secondarie di II grado italiane, al fine di potenziare le loro capacità di fare ricerche e rispondere a quesiti di natura culturale attraverso l’uso di internet e dei dispositivi digitali.
Tema di questa edizione è “Arti e Mestieri nel mondo e nel tempo” e ogni squadra, composta da 2 maschi e 2 femmine, dovrà fornire una sola risposta a ogni quesito, in modo rigidamente sequenziale. Le domande oggetto della sfida hanno l’obiettivo di suscitare la curiosità e l’interesse nei ragazzi, spingendoli alla scoperta di strumenti e risorse informative disponibili attraverso un qualunque computer connesso a Internet. Il questionario è studiato per testare differenti conoscenze, abilità e competenze digitali, che vanno dalla ricerca ipertestuale sul web all'uso del foglio elettronico e dei programmi di scrittura.
Le fasi di gara sono articolate in due momenti: una prima prova di qualificazione, aperta a tutte le squadre iscritte, che si terrà mercoledì 13 marzo 2019 e una seconda prova, finale, riservata alle squadre qualificate, in programma giovedì 28 marzo 2019, entrambe della durata di 80 minuti.
I primi 3 istituti classificati, che avranno ottenuto i risultati migliori in fase finale, riceveranno cinque Action Camera HD. A ciascuno dei primi 10 istituti classificati sarà consegnata una targa di merito e saranno inoltre offerte 5 Skills Card Nuova ECDL, il programma di certificazione che dà accesso a tutti i moduli della gamma ECDL senza limiti di tempo.

ll 65% degli studenti e dei lavoratori in Italia sta facendo una formazione già sorpassata. Tra 10 anni saranno desuete il 60% delle imprese e delle professioni.

Qual’è il futuro della formazione in Italia? Da oltre 10 anni a rispondere ha contributo ExpoTraining, la più importante manifestazione italiana del settore, che ogni anno presenta il suo Libro Bianco sulla Formazione, ormai un punto di riferimento per conoscere presente e futuro della formazione. Una ricerca ampia, basata sul coinvolgimento di oltre 600 stakeholder tra imprenditori, esperti del settore, sindacalisti, esponenti delle istituzioni, che si confronteranno con il pubblico in oltre 600 tra workshop e tavole rotonde.

I prossimi 24 e 25 ottobre a Fiera Milano si riuniranno nel Forum Imprese e Management le principali associazioni imprenditoriali, i sindacati, le istituzioni nazionali e locali, le aziende che si occupano di formazione, per discutere dei dati, per analizzare le tendenze, per conoscere le buona prassi e per fare proposte concrete.

“Di formazione non si parla poi molto, mentre invece è davvero la base indispensabile per dare vera forza alle imprese italiane e per creare valore ed occupazione – ha dichiarato Carlo Barberis, Presidente di ExpoTraining – Tra tanti numeri mi pare significativo un dato prima di tutti: il 77% degli imprenditori ritiene che la formazione sia uno strumento strategico, l’unico in grado di uscire dalla debole crescita italiana. E negli ultimi 3 anni questo dato è cresciuto del 36%. E’ quindi tempo che la formazione esca dal dibattito dei soli addetti ai lavori e che diventi effettivamente centrale sia dal punto di vista culturale, sia da quello politico. La formazione non è solo necessaria, è davvero il fronte su cui si misurano e si misureranno le economie, chi non forma muore: il 60% delle imprese e delle libere professioni che oggi conosciamo tra 10 anni saranno desuete e scompariranno, sostituite da nuovi lavori e competenze.”

“Quest’anno ad ExpoTraining ci interrogheremo su quanta e quale innovazione reale stanno facendo le imprese italiane e come la formazione stia cambiando il mondo del lavoro, anche alla luce del Piano Industria 4.0. E verificheremo come, nonostante la crescita di consapevolezza che pure si è registrata, ancora oggi il 65% degli studenti e dei lavoratori sta facendo una formazione già vecchia.”.

Promuovere l’innovazione tecnologica nella didattica scolastica: Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo e FME Education

Come auspicato dal Consiglio dell’Unione Europea, alfabetizzazione informatica, digitale e mediatica, creazione di contenuti digitali e programmazione sono oggi competenze di base.
“La scuola – dichiara Ludovico Albert, presidente della Fondazione per la Scuola – è oggi lo snodo della trasformazione sociale per costruire una comunità solida con docenti, studenti, genitori. Ecco perché abbiamo scelto di collaborare con FME Education, un editore specializzato in formazione che vuole essere un partner per insegnanti e genitori nei processi di apprendimento dei ragazzi”.
Offrire nuovi contenuti alla scuola e fruire delle nuove infrastrutture tecnologiche, significa impegnarsi a far crescere le competenze digitali di alunni e docenti. Per ottenere questi risultati la scuola ha bisogno di investimenti strutturali e di un’azione congiunta e mirata di soggetti pubblici e privati.

“In questi anni di lavoro quotidiano con il mondo della Scuola abbiamo maturato la convinzione che l’innovazione digitale sia una potente leva per supportare il lavoro dei docenti e i risultati degli studenti – dichiara Massimo Fumagalli, l’Editore -. Siamo però convinti che l’unica innovazione possibile passi dalla mediazione dell’insegnante, il vero motore del cambiamento. Proprio per questo siamo entusiasti di annunciare la partecipazione a “Riconnessioni” e contribuire a questo ambizioso progetto di formazione dedicata ai docenti promosso dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo”.

A partire dal mese di ottobre, Fondazione per la scuola e FME Education organizzeranno nell’ambito del progetto “Riconnessioni” attività di formazione intensiva per docenti della scuola primaria della durata di un giorno per fornire le competenze di base per l’utilizzo delle tecnologie digitali applicate alla didattica. Verranno affrontati i seguenti temi: interattività e didattica, visualizzazione dei concetti, didattica e social media, produzione e distribuzione di contenuti personalizzati, gamification. La tecnologia digitale affiancata a una comunicazione efficace e consapevole delle dinamiche del web collaborativo può essere un valore aggiunto concreto di competenze e tecniche a disposizione dei docenti per migliorare l’insegnamento e ottimizzare le relazioni con il singolo studente e l’intera classe. Obiettivo del corso sarà quindi fornire ai docenti le competenze per la creazione di lezioni multimediali interattive attraverso lezioni teorico-pratiche, con dimostrazioni e coinvolgimento diretto dei partecipanti, anche attraverso l’utilizzo del nuovo strumento creato da FME Education per la scuola – MyEdu Plus.

Parental Control e Safe Kids rivelano i comportamenti online dei ragazzi

Kaspersky Lab grazie al modulo Parental Control e Kaspersky Safe Kids ha reso pubblico un report relativo sui gusti dei giovanissimi online relativo all’estate 2018.

I più piccoli online hanno preferito guardare contenuti video e ascoltare musica piuttosto che passare il proprio tempo sui social media. La ricerca, infatti, ha rivelato che i bambini trascorrono molto più tempo su Youtube. Sul fronte TV, i più grandi hanno seguito numerose serie su Netflix, mentre i più piccoli hanno preferito guardare contenuti su canali come Nickelodeon, Cartoon Network e il canale Disney.

Tra i servizi streaming più utilizzati dai bambini per ascoltare la musica, troviamo Spotify, Soundcloud e iTunes.

Un altro dato rilevante emerso dalle statistiche è quello che riguarda i bambini e le visite dei siti di notizie, sempre più frequenti. I più giovani, inoltre, hanno speso molto tempo nel cercare gli ultimi aggiornamenti e i punteggi della FIFA World Cup 2018. Tra le attività che sono emerse come le più rilevanti, troviamo anche i giochi online. I bambini di tutto il mondo hanno mostrato una preferenza spiccata per Fortnite, che ha superato PUBG (PlayerUnknown’s Battlegrounds), facendolo diventare il gioco online più popolare dell’estate.

Social network e fake news non preoccupano i genitori

Ragazzi molto più connessi dei propri genitori e spesso senza supervisione degli adulti – questo ormai non stupisce. Il dato più interessante va cercato piuttosto nel gap tra gli spauracchi dei giorni nostri e la percezione dei genitori: social network e fake news non fanno già più paura. Ma il dato è dovuto al superamento consapevole del problema o una mancanza di informazione da parte dei genitori? Ecco i risultati dell’Osservatorio di MyEdu sulla didattica digitale, appuntamento annuale con l’indagine condotta da FME Education nell’ambito del progetto MyEdu School.
L’indagine è stata condotta su un campione di 9.000 genitori di studenti delle scuole dell’obbligo italiane nel periodo da settembre 2017 a giugno 2018.

· Internet: il 5% dei genitori è online solo poche volte al mese
Se rapportato alla quotidiana lotta per il controllo dei “Giga”, alla spasmodica ricerca di connessioni Wi-Fi free o alla fobia di rimanere “senza campo”, questo dato risulta sorprendente. Eppure, mentre il 75% dei genitori è always on – sempre connesso -, c’è ancora uno zoccolo duro di genitori che accede a internet solo qualche giorno al mese: sono 5 su 100.

· Online con i genitori? Anche no!
La sicurezza in rete è un tema caldo, e lo è ancora di più quando si tratta di utenti minorenni. Non stupisce quindi che il 72% dei genitori accompagni i figli nella navigazione. Eppure, quasi la metà dei ragazzi in età scolare (47%) accede al web in autonomia – nella maggior parte dei casi per guardare video, cartoni animati e utilizzare i giochi online.
Man mano che i ragazzi crescono, acquisiscono indipendenza anche sul web. La propensione a lasciare usare internet ai propri figli senza supervisione è naturalmente proporzionale all’età: passiamo dal 23% al primo anno della primaria per arrivare all’84% al terzo anno della secondaria di primo grado.

· Largo alle attività educative
Il dato rilevante è che sono sempre di più i genitori che scelgono il web come risorsa per affiancare il proprio figlio in attività formative: se la metà vi dedica solo 3 giorni al mese, il 4% dichiara di svolgere attività didattiche online con i propri figli addirittura tutti i giorni, mentre il 33% più volte alla settimana.

· Social network e fake news non fanno più paura. Ma i “malintenzionati” sì!
Ciò che preoccupa i genitori è innanzitutto che i figli accedano a contenuti non adeguati alla loro età (43%). Ma ecco il dato forse più sorprendente dell’indagine: tra le mamme e i papà, solo una minima parte (9%) teme pericoli connessi al mondo dei social network, ma quasi 4 su 10 (36%) hanno paura che il proprio figlio o la propria figlia entrino in contatto con “malintenzionati”. Forse questa contraddizione dipende dal fatto che le dinamiche dei social media sono ancora avvolte in una nebulosa informativa per tanti genitori?
Un altro dato che fa emergere profonde riflessioni è che il fenomeno delle fake news non sembra preoccupare i genitori italiani: solo l’8% dei genitori percepisce il reale pericolo delle informazioni inattendibili trasmesse dal web, nonostante si tratti di un trend in crescita.

· Can you help me? A sorpresa inglese batte italiano e matematica
Non solo calcoli e tabelline: la disciplina per la quale papà e mamma chiedono più aiuto alla tecnologia è l’inglese! 4 genitori su 10 ritengono infatti che i propri figli abbiano bisogno di maggior supporto nello studio della lingua inglese, mentre la matematica si posiziona seconda con il 29% delle richieste e l’italiano sale sul terzo gradino del podio con il 27%.
Alle secondarie, oltre all’inglese, i genitori chiedono aiuto al web anche per la seconda lingua straniera: una richiesta espressa dal 7% degli intervistati.

· Il paracadute digitale per seguire meglio i propri figli nello studio? Portali online e app didattiche
Alla domanda “Che cosa vi potrebbe essere utile per seguirli al meglio nello studio?” la risposta è tutta tecnologica: sul primo gradino del podio troviamo un portale online con attività interattive e video lezioni (34%); le app didattiche si posizionano al secondo posto con il 25% delle preferenze; in terza posizione un ambiente chiuso e protetto (21%) dove i ragazzi possano navigare in sicurezza. Al quarto posto troviamo un sistema per monitorare le attività svolte e i traguardi raggiunti (14%); molto più bassi i voti per l’educatore di supporto, che guadagna solo il 6% delle preferenze.

Giornata di formazione a Modena con Google, Lenovo e Campustore

CampuStore, Google for Education e Lenovo annunciano una giornata gratuita di formazione rivolta a docenti, DS, DSGA e tecnici informatici di tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado. L’appuntamento è per martedì 29 maggio a Modena presso l’Istituto Mattarella.

Dopo un momento di presentazione, cui prenderanno parte le autorità locali, l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna – Servizio Marconi, il Dirigente scolastico dell’IC 3 Daniele Barca, Marco Berardinelli Responsabile Google for Education, il responsabile Education di Lenovo Guido Terni e il CEO di CampuStore Pierluigi Lanzarini, oltre ai formatori Google di CampuStore Academy, seguiranno laboratori operativi di approfondimento, rivolti a docenti e dirigenti scolastici, tenuti da formatori esperti e certificati da Google.

Dalla suite di prodotti G Suite for Education che fa della condivisione e della comunicazione i suoi asset di forza alla tecnologia dei Chromebook di Lenovo, i docenti potranno approfondire come integrare la tecnologia nelle lezioni quotidiane aiutando i ragazzi a sviluppare competenze che spaziano dalla collaborazione tra team al problem solving.

L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Daniele Barca, dirigente dell’Istituto comprensivo 3 di Modena che il 29 maggio ospiterà l’evento nella sede dell’Istituto Mattarella. La scuola, proprio quest’anno è stata coinvolta in un progetto pilota d’avanguardia, che prevede la sperimentazione congiunta di Chromebook Lenovo e servizi G Suite for Education in tutto l’Istituto.

Proteggiamo i vecchi: conviene!

E’ ormai documentato: le generazioni più giovani spendono gran parte del loro tempo online, ma non sono le sole a farlo. Gli utenti più maturi (dai 55 anni in su) stanno diventando sempre più digitali, facendo preoccupare il resto della famiglia per il fatto che non stiano prendendo le dovute precauzioni in fatto di sicurezza. Nonostante questo, con più della metà (56,5%) delle persone che non fa nulla per proteggere i propri familiari più senior, quindi, la preoccupazione non si sta trasformando in azioni pratiche, ottenendo come risultato il fatto di lasciare i nostri cari esposti a potenziali pericoli.

Le attività online continuano ad avere un’influenza sempre più importante sulle nostre vite di tutti i giorni, un dato di fatto che risulta vero sia per gli utenti più maturi, sia per le giovani generazioni. Secondo la ricerca condotta da Kaspersky Lab e da B2B International, la maggior parte (l’82,7%) degli utenti dai 55 anni in su accede a Internet da casa più volte al giorno e il 38,3% passa almeno 20 ore alla settimana online.

Infatti secondo i dati della ricerca condotta nella seconda parte del 2017, gli appartenenti a questa fascia di eta’ possiedono in media 4 dispositivi connessi per abitazione, inclusi due PC e due dispositivi mobili.

Nonostante i molti vantaggi offerti da questi livelli di connettivita’, gli altri membri della famiglia sono preoccupati del fatto che i loro parenti senior non stiano prendendo le precauzioni necessarie per proteggersi quando navigano: il 58,5% del campione teme per la sicurezza degli over 55 alle prese con il mondo digitale. Inoltre, il 36,3% degli internauti riporta che i loro parenti piu’ grandi sono stati colpiti da una minaccia online – ad esempio sono stati vittime di truffe su Internet (15,7%) o si sono imbattuti in malware o virus (29,9%) o sono stati spiati da software malevoli (45,5%). Osservando questi dati, questa paura sembra del tutto fondata.

In ogni caso, anche se i membri più senior della famiglia sono stati davvero colpiti da minacce alla sicurezza, questa preoccupazione sembra non trasformarsi in azioni pratiche e in supporto. Solo il 32,9% del campione intervistato ha installato una soluzione per la sicurezza online sui dispositivi dei loro parenti più ‘senior – e solo il 36,3% li informa sulle possibili minacce online. Più della meta’ (56,5%) non ha fatto nulla per aiutarli a proteggersi, aumentando potenzialmente il rischio, per loro, di incappare in un incidente legato alla cybersicurezza.

‘Gli utenti over 55 di Internet rappresentano un obiettivo vulnerabile e altamente redditizio per i cybercriminali, tanto da metterli nel mirino per azioni a base di malware, spyware e email scam – ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. ‘L’unico modo per combattere queste minacce in costante evoluzione è attraverso un mix che prevede maggiore vigilanza e l’installazione di un software di sicurezza efficace su tutti i dispositivi, inclusi quelli mobili. Questo contribuirà a tenere sotto controllo i rischi per la sicurezza e metterà i membri più anziani della famiglia al sicuro da eventuali, spiacevoli, disturbi digitali”.

Con le persone che oggi trascorrono così tanto tempo online e i rischi per la sicurezza informatica che diventano sempre più rilevanti, è necessario assicurarsi di essere protetti dalle ultime cyberminacce.

Not logging on, but living on

Iniziativa contro bullismo e cyberbullismo rivolta a studenti, docenti e genitori: #DIB–DisconnettiamoIlBullismo

#DIB-DisconnettiamoIlBullismo ha coinvolto adolescenti di età compresa tra i 13 e i 14 anni di sei istituti scolastici di istruzione secondaria inferiore e superiore del V Municipio di Roma, insegnanti e genitori.
Il progetto è nato con l’obiettivo di sensibilizzare e creare maggior consapevolezza sulle diverse forme di bullismo e cyberbullismo, sulle sue ricadute legali e sui pericoli della rete, e di migliorare la comprensione della natura degli atti di prevaricazione e di violenza, aprendo un nuovo canale di comunicazione fra scuola e famiglia, due istituzioni che hanno un ruolo cruciale nella lotta a un fenomeno in continua crescita.
Si stima che poco più del 50% (dato ISTAT) dei ragazzi fra gli 11 e i 17 sia stato vittima di bullismo e la gravità delle violenze subite è stata accresciuta negli ultimi anni dall’uso di internet e delle tecnologie digitali facilmente accessibili dai cellulari, che hanno reso minacce e offese anonime e ripetibili nel tempo.
L’iniziativa ha visto impegnate le psicologhe del Servizio Psicosociale della Croce Rossa Italiana, 24 volontari della Croce Rossa formati in materia, i volontari SAP e alcuni docenti universitari esperti in questa tematica.
Oltre 700 studenti sono stati coinvolti in incontri fondati sulla peer education e incentrati su attività interattive e partecipative, mirate a stimolare la comprensione degli atti di prevaricazione e violenza con l’ausilio di attività di gruppo, video, racconti, conversazioni guidate e libere. Prima e dopo gli incontri sono stati distribuiti dei questionari, tra i quali quello intitolato “Quanto conosco il Bullismo”, per ottenere la mappatura iniziale e quella finale delle conoscenze dei partecipanti e verificarne l’incremento, e il questionario di gradimento.
Al termine degli appuntamenti ogni gruppo è stato incaricato di produrre un elaborato grafico e uno slogan che racconta il bullismo e il cyberbullismo che sarà oggetto di successiva esposizione.
Oltre 120 docenti e 60 genitori hanno assistito a incontri informativi sulle tematiche condotti da figure professionali che hanno trattato la tematica del bullismo e del cyberbullismo da tre diverse prospettive: psicologica, informatica e legislativa, utili a definire e affrontare questi fenomeni sociali di grande attualità.
I docenti hanno dimostrato di conoscere le caratteristiche dei bulli e sono interessati ad approfondire gli aspetti legali e a ricevere maggiori indicazioni operative pratiche; i genitori hanno una conoscenza molto più superficiale del fenomeno e hanno richiesto che il materiale informativo fosse distribuito perché le informazioni restassero di facile accesso anche a casa.
“Se volete aiutarmi con il bullismo, per favore reagite con calma perché ho paura di ogni cosa in questi momenti e non voglio restare da solo”
Dalle risposte dei ragazzi sono emersi gli elementi più interessanti per inquadrare il fenomeno e individuare la strada per limitarlo. Gli studenti hanno apprezzato l’iniziativa e, allo scopo di migliorarla, hanno suggerito l’introduzione di vere testimonianze di bullismo e un maggior utilizzo di video per sensibilizzare in maniera più diretta.
I ragazzi si sono espressi sul ruolo che la famiglia e i genitori dovrebbero avere in questa circostanza.
Il contesto familiare è il luogo in cui nascono e si generano vittime e bulli; conoscere i meccanismi psicologici e le dinamiche può aiutare i genitori non solo a riconoscere precocemente i caratteri del bullismo ma anche ad individuare gli atteggiamenti opportuni da tenere o da evitare per sostenere i propri figli in un momento particolarmente delicato della loro vita.
Tra i messaggi più significativi rivolti agli adulti, emergono la richiesta di maggior comunicazione e ascolto per una comprensione più profonda dei problemi adolescenziali, la necessità di una presenza più costante e attenta da parte della famiglia e il non sottovalutare e ridimensionare le problematiche vissute dai giovani in un’età così delicata. Oltre a comprendere meglio le dinamiche legate al bullismo, soprattutto nelle sue forme più subdole che si concretizzano attraverso il web e gli strumenti tecnologici, i genitori sono chiamati a tornare a essere un saldo punto di riferimento per i propri figli e ad ascoltare senza giudicare, instaurando un rapporto che renda l’individuazione di eventuali problemi e la lotta al fenomeno più efficace.
Croce Rossa Italiana e SAP, entrambe interessate a sviluppare una cultura basata sui valori della diversità e dell’inclusività, hanno voluto esplorare le problematiche legate al bullismo e al cyberbullismo stimolando la consapevolezza sulle diverse forme di violenza e della loro diffusione in età adolescenziale, esortando alla costruzione di una sana, positiva e funzionale convivenza con la diversità. Oltre a sensibilizzare e informare ragazzi, genitori e docenti sulle caratteristiche di questi fenomeni e sui pericoli della rete, questa iniziativa ha permesso di promuovere modelli positivi di affettività e accettazione di sé e dell’altro, di attivare relazioni di solidarietà e di collaborazione, di migliorare la comprensione della natura degli atti di prevaricazione e di violenza agiti e subiti e di
responsabilizzare i ragazzi affinché diventino agenti di cambiamento nelle loro comunità, nella lotta e nella prevenzione di qualsiasi forma di violenza.
“Con l’evolversi delle tecnologie digitali e della comunicazione sui social network, familiari tra preadolescenti e adolescenti, il bullismo ha assunto forme pericolose che richiedono efficaci strumenti di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole”, ha commentato Carla Masperi, Chief Operating Officer di SAP Italia. “L’uso delle nuove tecnologie deve aiutare a integrare conoscenze, sviluppare competenze
e rispetto, rafforzare aspetti caratteriali e condividere valori positivi. Attraverso questo progetto e la collaborazione con Croce Rossa Italiana, SAP ribadisce il proprio impegno a migliorare la vita delle persone sia nella loro sfera professionale sia personale e ad aiutare i giovani a sviluppare il proprio carattere e acquisire strumenti per continuare ad apprendere in ogni situazione, in modo aperto e critico, accrescendo le competenze che li renderanno protagonisti nel mondo del lavoro di domani”.
“Gli episodi di bullismo e cyber-bullismo sono drammaticamente all’ordine del giorno, ma sono fenomeni a cui non ci dobbiamo abituare. Si deve partire dalla prevenzione ed è proprio per questo che ho accolto volentieri l’invito alla presentazione di questo progetto. Se la scuola e la famiglia sono di sicuro cruciali nel contrastare il bullismo, sono convinto che il volontariato e in primis i Giovani di Croce Rossa Italiana possano fare la differenza nel cambiare mentalità e avere un dialogo diretto con le giovani generazioni, abbattendo quel gap generazionale che spesso rappresenta uno dei problemi maggiori”, ha dichiarato il Presidente nazionale di Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca.