La formazione tecnica non può prescindere dalla discussione etica

Viviamo in un’epoca di ignoranza digitale dovuta alla velocità dell’evoluzione ed alla conseguente conoscenza superficiale delle tecnologie che ci circondano.
La conoscenza si ferma quasi sempre all’utilizzo con la percezione di “sapere” di “saper dominare“.
La lingua dei computer, i linguaggi di programmazione, sono conosciuti da pochissimi.
Questo probabilmente è normale, era così anche ai tempi della televisione e della radio.
Molto più strano è che il mondo si stia evolvendo in nuove direzioni e non se ne parli, non vi sia discussione etica, non si discuta su cosa e buono e cosa no delle prossime modifiche apportate dalle tecnologie soprattutto in due importanti tematiche:

  • il rapporto uomo – macchina/robot
  • il rapporto reale – virtuale

Vi pongo alcuni esempi:
GTA: un videogioco virtuale dove lo scopo del protagonista è uccidere, essere spietato, e dove in questo contesto ci si droga e si fa sesso, ovviamente vietato ai minori di 18 anni, ma spesso giocato, per molte ore, da ragazzini di 10-12 anni non potrebbe creare uno sfasamento nel rapporto reale virtuale? Ovvero, siamo sicuri che un ragazzino di 10-12 anni che abusi nell’utilizzo di questo videogioco si rende conto dove finisce il videogioco ed inizia la realtà? e sa viverli in maniera differente con regole differenti?
Abusi sessuali: gli abusi sessuali virtuali sono abusi? gli abusi sessuali con bambole sono abusi? gli abusi sessuali con robot sono abusi? Siamo sicuri che abusando nell’utilizzo del virtuale non si abbia una percezione errata del reale?

Di questi ed altre argomentazioni abbiamo parlato in una esposizione/dialogo presso la comunità parrocchiale di genitori di un piccolo comune in provincia di Rovigo: Villamarzana. In teoria l’argomento principale era il cyberbullismo, ma il cyberbullismo è solo la punta dell’iceberg di una non volontà generale di affrontare tematiche etiche sulla tecnologia.

https://ec.europa.eu/epale/it/node/53050

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