Figli e genitori: dipendenza da smartphone

Nella ricerca sulla dipendenza da smartphone condotta dall’Osservatorio scientifico del Movimento Etico Digitale emerge:
il 79% dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni trascorre più di 4 ore al giorno sui social che, sommato, equivale a 28 ore a settimana, 120 ore al mese, due interi mesi in un anno.

Hanno tentato invano (il 52%) di ridurre il tempo on line e sono abbastanza consapevoli (il 33%) di fare un utilizzo eccessivo dello smartphone. Lo sbloccano in media 120 volte al giorno e lo usano, oltre che per essere connessi ai loro coetanei tramite i social, anche per vedere film o ascoltare musica fino a tarda notte (stranamente non si parla di videogiochi). E guai ad interferire: un ragazzo su 2 dichiara che gli capita di scattare, rispondere male o alzare la voce se disturbato.

“Sono tutti segnali che rimandano alla dipendenza dallo smartphone, detta anche nomofobia: sono talmente assorti mentre sono on line da percepire ogni interferenza esterna come intromissione indebita o attacco personale, hanno necessità di portare lo smartphone con sé ovunque si vada; hanno difficoltà a lavorare, concentrarsi, relazionarsi con gli altri a causa dell’uso continuativo dello smartphone che usano per sopperire a sensazioni di ansia e tristezza” commenta Davide Dal Maso.

Del resto – fanno sapere dalla no profit – durante il lockdown dovuto all’emergenza COVID-19 per molti lo smartphone è diventato l’unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno e, di conseguenza, l’uso dei dispositivi mobili è aumentato esponenzialmente durante i mesi trascorsi in isolamento.

“A un’analisi più approfondita” – continua Dal Maso – “si rivela la duplice natura degli smartphone, del web e dei social media: capaci di semplificare la vita, abbattere i confini, creare aggregazione sociale e molto altro se usati in modo corretto e consapevole; portatori di ansia, depressione e senso di inadeguatezza se utilizzati in maniera smodata e/o poco consapevole. In una fase nella quale i contatti umani sono molto limitati, lo smartphone rivela tutta la sua ambivalenza: da una parte è un importante mezzo per restare in contatto con i nostri cari, dall’altra un dispositivo estremamente pervasivo che può dare dipendenza”.

Nella ricerca non di parla di analogo comportamento da parte dei genitori.

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