Un bravo formatore deve tenere Juve!

Alla fine di un corso mi hanno detto: ma in aula è successo qualcosa di strano?
A me sembrava non fosse successo niente di strano. I ragazzi avevano seguito, ogni tanto qualche battuta, il rapporto instaurato era valido, …
Hai avuto una valutazione pessima.
Forse ho dato il taglio sbagliato al corso, forse era troppo teorico e dovevo darlo più tecnico, forse …
Solo io ho avuto una valutazione pessima? SI.

Pensavo anche di essere bravino, pensavo di impegnarmi un po’ più della media, sicuramente mi interessano i ragazzi e mi fa piacere che a loro resti il più possibile, … Dove ho sbagliato?

Si insinua un dubbio. Vuoi vedere che la causa di tutto è perché inizialmente avevo preso in giro in maniera bonaria il leader juventino?
Prima della finale di coppa gli avevo parlato di triplete, poi visto che si toccava avevo rincarato la dose.

La valutazione è stata fatta lunedì successivo alla finale!

Un bravo formatore deve tenere Juve! 😉

Insegnare a tutti: l’importanza della formazione continua

Oggi il MIUR ha organizzato un evento dedicato a Don Milani e al 60esimo della sua scomparsa con la presenza della ministra Valeria Fedeli.
Mi fa impressione questa celebrazione ministeriale di Don Milani dopo aver recentemente letto Lettere ad una professoressa. Abbiamo letto lo stesso libro?
A me sembra che si siano sempre schierati contro la scuola tradizionale, contro le leggi e il ministero dell’istruzione. Inoltre, mi sembra che in 60 anni non siano state fatte tutte queste rivoluzioni per sconvolgere la scuola tradizionali, anzi la scuola è sempre più luogo di selezione.

Però penso che a fianco alla scuola tradizionale stia emergendo un formazione continua per disoccupati e ragazzi in cerca di primo impiego. Mi sembra che questa realtà poco conosciuta sia al momento la vera novità, la scuola che potrebbe seguire gli insegnamenti di Don Milani per Insegnare a tutti.

Che sistema operativo installare sui computer della propria scuola?

A voi sembra una domanda banale ma più che in un’azienda la scelta corretta di un sistema operativo in una scuola significa anche agevolare gli studenti in quella che sarà il loro futuro aziendale o agevolare la scuola nella gestione o …
Inoltre gli eventi odierni relativi al WannaCry mettono sul piatto della bilancia un’altra importante questione.

Partiamo da WannaCry: se è importante che la scuola non abbia di questi problemi, se è importante che la scuola non sia assillata da security, antivurus, antimalware, sistemi di backup, aggiornamenti, … allora si dovrebbe entrare nel ottica di sistemi operativi cloud, leggeri, con il minimo installato localmente e tutto quello che serve online (ai potrebbe però aprire il problema privacy degli studenti e protezione dati sensibili della scuola).
In questo caso al momento non c’è molto: Chrome OS e/o Android. Hanno annunciato l’uscita a breve, proprio per le scuole, Windows Cloud, ma si potrebbe anche utilizzare una versione di Linux leggera e magari gradevole come Linux Mint che potrebbe girare anche su computer un po’ datati.
Se però guardiamo il problema dal punto di vista dei ragazzi e del loro futuro professionale, sarebbe molto meglio avere sistemi Windows anche datati con molti bug, e problemi di aggiornamenti, di backup, di antivurus, di antimalware, …
Sono in questo modo i ragazzi potrebbero affrontare i problemi reali e aziendali e capire come funzionano i relativi procedimenti di difesa, quali sono i migliori software, come procedere nella gestione quotidiana, …

L’importante che non si pensi che l’informatica sia la conquista dell’ECDL. Eccellenza informatica vuol dire conoscenza di quello che si nasconde dietro, la programmazione e capire come funzionano le cose. Se ci si vuol limitare al front end almeno un utilizzo spinto della modalità cloud con un conseguente uso multipiattaforma e cooperativo.

Sleep Revolution: abbiamo imparato a dormire poco e l’abbiamo insegnato ai nostri figli

Ricevo oggi comunicato e mi chiedo: se vale per i manager ed in generale per chi lavora perché non dovrebbe valere per i nostri figli e per chi studia?

Se fino a ieri dormire poco, per dedicarsi alla carriera giorno e notte, era considerato tratto distintivo delle persone di successo, oggi questo paradigma è finalmente cambiato. Negli USA si parla di “sleep revolution” e molti CEO di grandi compagnie stanno cambiando abitudini. Del resto una ricerca di RAND Europe ha quantificato per la prima volta l’anno scorso i danni economici provocati dalla mancanza di sonno fra i lavoratori: negli Stati Uniti ha un costo di oltre 400 miliardi di dollari all’anno.

«In Italia abbiamo una cultura diversa da quella americana, ma ciò non significa che la mancanza di sonno non sia un problema. Spesso sottovalutiamo gli effetti negativi del dormire poco o male, e sul lavoro pensiamo di recuperare a suon di caffè. Ma è solo un palliativo: per lavorare meglio, dobbiamo dormire meglio» Luigi Innocenti, titolare e fondatore di Astro Italia.

Ci rende migliori a risolvere i problemi. Il detto popolare recita che per uscire da una situazione difficile dobbiamo “dormirci su”. C’è un fondamento scientifico: quando dormiamo, infatti, il cervello continua a essere attivo, riordina le idee e quando ci svegliamo le cose ci appaiono più chiare, e siamo portati a trovare soluzioni più creative e intelligenti.
Migliora le relazioni interpersonali. Nei meccanismi che regolano sia il sonno sia l’umore sono coinvolti gli stessi neurotrasmettitori, serotonina e dopamina, e un ormone, la melatonina. Il loro legame è complesso, ma i risultati li conosciamo bene: se siamo riposati siamo anche più felici, più energici e più ben disposti verso gli altri. E questo fa una differenza enorme quando abbiamo a che fare con i colleghi, con i clienti o con il capo.
Aumenta la capacità di reazione. Reattività e concentrazione diminuiscono quando non si dorme o si dorme male. Basti pensare che 24 ore senza sonno hanno effetti simili a quelli di un tasso alcolemico di 1g/L, cioè il doppio della soglia legale in Italia.
Migliora la memoria. Durante il sonno il nostro cervello riordina le idee, fissando quelle importanti nella memoria e “pulendo via” ciò che non serve. Per questo, quando notiamo che dimentichiamo troppi appuntamenti e scadenze, è bene fare mente locale: non stiamo diventando stupidi, il problema probabilmente è che non dormiamo abbastanza.
Ci aiuta a non arrivare stanchi a fine giornata. Se non si dorme abbastanza, il giorno successivo ci si stanca più velocemente: su una giornata lavorativa di 8 ore, si risulta esausti circa un’ora prima del solito. E quando si è esausti, si comincia a procrastinare e la produttività si azzera.

Microsoft Edu Day 2017

Il 5 maggio si è svolto per la prima volta a L’Aquila, il Microsoft Edu Day 2017, giornata di incontri e dibattiti organizzata in collaborazione con il Comune dell’Aquila, l’Università e il Miur, dedicata alla digitalizzazione della scuola e la diffusione della cultura digitale in Italia. L’edizione 2017 ospiterà nel capoluogo abruzzese studenti, docenti e dirigenti scolastici di tutta Italia per esplorare esigenze, pratiche di successo e nuove sfide per il mondo della scuola, attraverso incontri, workshop e laboratori, insieme alle testimonianze di manager e di docenti che hanno sperimentato con successo l’innovazione nelle loro attività didattiche.

La giornata prevede un ricco palinsesto di attività, affiancando all’evento fisico anche la possibilità di fruire online dei contenuti delle diverse sessioni e zone, a partire dalla plenaria d’apertura, alla quale parteciperanno Anthony Salcito e Carlo Purassanta, rispettivamente Vice President of Worldwide Education of Microsoft e CEO di Microsoft Italia, che discuteranno sulle opportunità offerte dagli innovativi strumenti digitali a supporto della didattica e della ricerca, per approfondire la tematica dell’evoluzione del sistema scolastico di oggi e soprattutto del futuro. Educare al Futuro, questo il titolo della sessione, raccoglierà inoltre i contributi di prestigiosi rappresentanti del mondo delle Istituzioni, della scuola, dell’Università e della Ricerca, il racconto di esperienze digitali e la dimostrazione di progetti e soluzioni innovative che stanno trasformando radicalmente il modo di insegnare e apprendere. Saliranno sul palco tra gli altri Paola Inverardi, Rettrice UnivAQ, Massimo Cialente, Sindaco dell’Aquila ed Ernesto Pellecchia, Direttore USR Abruzzo.

“Il mondo sta cambiando molto velocemente e il modo in cui lavoriamo oggi e le competenze necessarie non saranno più utili fra pochi anni. Secondo quanto evidenziato da un report del World Economic Forum, il 65% dei bambini attualmente alle elementari domani farà un lavoro che oggi non esiste.- Ha commentato Francesco del Sole, Direttore Education di Microsoft Italia.- Per preparare i giovani al futuro professionale occorre agire subito sui modelli educativi introducendo strumenti utili e nuovi che permettano ai ragazzi di coniugare sapere tradizionale, tecnologia e scienze e in generale le materie STEM, instillando loro una vera passione per lo studio che li porti ad essere pronti per affrontare il loro percorso di crescita professionale e personale.”

L’incontro sarà l’occasione per presentare l’avvio di un nuovo progetto formativo di Microsoft che, sulla scia del successo della Digital Class inaugurata a Milano e sulla base di un modello di condivisione partecipativa offrirà l’opportunità a studenti e docenti di sperimentare nuove esperienze didattiche.

Durante tutto l’arco della giornata, l’intera facoltà di ingegneria dell’Università de L’Aquila verrà coinvolta parallelamente nelle attività e nei progetti delle scuole abruzzesi, sessioni, workshop, hackathon, seminari e dibattiti che permetteranno a tutti i partecipanti di provare soluzioni e tecnologie d’avanguardia come Microsoft Hololens, Minecraft: Education Edition, Office 365 o Skype in the Classroom e di approcciare il mondo delle STEM (Science, Technology, Engineering, Math).

 

Se date pad ai vostri bambini non lo fate per il loro bene

Mi ricordo l’impatto come genitore quando entrando nei locali, soprattutto pizzerie, vedevo genitori da una parte che chiaccheravano e bambini dall’altra con pad che giochicchiavano e guardano video e film (oggi lo scenario è ulteriormente cambiato, i genitori non chiaccherano e guardano i rispettivi smartphone).
Per me era evidente: il dare pad ai bambini non era per il loro bene ma per l’egoismo dei genitori, non era per dare maggiori possibilità ai propri figli ma per creare momenti di tranquillità per i genitori.
Come padre tecnologico ho vietato (e sto vietando) pad e smartphone alle mie figli fino alle superiori. Comunque in una camera vi sono computer sempre connessi ad internet che possono utilizzare per motivi scolastici e raramente per divertimento.

Per anni le mie figlie erano viste come retrograde ed io e mia moglie come genitori che non capivano le opportunità che facevamo perdere ai nostri figli.

Oggi non si fa altro che parlare di cyberbullismo e di problemi legati all’abuso dell’utilizzo di connessione.

Inoltre ricerche iniziano ad affermare frasi per me da sempre scontate come “Bambini, troppo ipad può causare ritardo del linguaggio”

Insegnamo a programmare per sfruttare la tecnologia!

Non buttare via il tuo vecchio computer, gioca ad installare Linux

20 – 25 anni fa feci fare la prima installazione aziendale di un server linux in Eni.
In Eni avevamo una marea di unix (solaris, aix, hpux, …) ed intravvedevo in linux uno standard per i vari dialetti unix.
Inoltre mi piaceva la filosofia del software libero ed ho partecipato a molti linux day.
Ho però sempre criticato la complessità, il non essere pensato per utenti semplici fruitori ma veri nerd.
Per questa ragione sui miei client ho sempre installato windows facendo inorridire i guru linux.
Oggi le cose sono molto cambiate, linux è anche client e ovunque. Android è un “linux”, negli apparati di rete spesso vi sono dei linux, nei sistemi IoT vi saranno soprattutto linux.
Oggi linux non è più solo server ma è anche client.
Questo per dire: non buttate via il vostro vecchio computer, giocate ad installare un linux. Non fate l’errore di farlo partire da chiavetta senza installarlo, dire che non vi piace e non usarlo più.
Installatelo cancellando tutti i vostri dati ed utilizzatelo come se fosse solo cloud, come fosse un Chrome OS o il prossimo Windows cloud.
Io ho fatto così, ho installato come browser chromium ed ora con il mio google account, gmail e drive ho un computer cloud veloce con le stesse cose che potrei utilizzare da qualsiasi piattaforma.
Volete poter lavorare anche se non c’è la connessione ad internet? LibreOffice dovrebbe già essere installato. Non è office, non è drive ma potete lavorare e poi importare il semilavorato in altri strumenti per fare i ritocchi.

Non buttare via il tuo vecchio computer, gioca ad installare Linux!

Cyber Boh evento bolognese sulla cultura internet

Anche se penso che l’unico modo per comprendere appieno la tecnologia sia imparare la programmazione e non “perdere tempo” con i programmi, segnalo Cyber Boh, importante evento bolognese sulla cultura internet che si svolgerà il 12/13 maggio 2017.

Numerose le motivazioni che hanno spinto G DATA, Unijunior e Leo Scienza a lanciare “Cyber boh”, tra cui la ormai conclamata necessità di sensibilizzare e approfondire temi sensibili per i nativi digitali, per i loro genitori e insegnanti unitamente al fatto che, a livello nazionale, siano ancora troppo poche le attività di alfabetizzazione condotte con scuole e famiglie. Motivi per cui G DATA ha accolto con entusiasmo l’iniziativa di Unijunior e Leo Scienza, come conferma Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia e Presidente di Assintel Emilia Romagna.

“Siamo molti lieti di affiancare entrambe le organizzazioni nella divulgazione di informazioni corrette su come tutelare al meglio le attività condotte online e l’identità digitale dei più giovani” commenta Vada. “Siamo certi che il connubio tra il nostro know-how come produttore di soluzioni per la sicurezza IT e l’esperienza di Unijunior e Leo Scienza nel rapporto con gli istituti scolastici e le famiglie sia una ricetta vincente”.
“Alla sua prima edizione, Cyber boh è un’iniziativa educativa gratuita che speriamo di poter ripetere su base annuale” commenta Guidetti. “Articolato su due giorni Cyber boh è un evento di ampio respiro che vede già coinvolti numerosissimi istituti scolastici. Oltre 700 tra allievi e insegnanti hanno già confermato la propria presenza a Cyber boh, confidiamo di poter incontrare altrettante famiglie”.

Richiesta di professionisti capaci di analizzare e gestire grandi quantità di dati

I Big Data occupano un posto di rilievo nell’agenda di molte aziende. Una grande opportunità dal punto di vista occupazionale che, secondo i consulenti di Hays, una delle società leader nel recruiting specializzato, nei prossimi mesi si concretizzerà in un incremento della richiesta di professionisti capaci di analizzare e gestire grandi quantità di dati.

Questa la classifica delle 10 figure professionali sui cui si concentreranno le attenzioni dei recruiter nel 2017.

1.Data Scientist
In America è già considerato il lavoro numero 1 e ci sono varie scuole di pensiero su quale sia la vera definizione di Data Scientist. Sicuramente è un professionista con un background accademico molto forte (Master o Dottorato di Ricerca) in discipline quali Statistica, Matematica, Fisica o Economia e profonde conoscenze di Data Mining e Machine Learning. Un bravo Data Scientist è in grado di indentificare e risolvere problemi altamente complessi legati al business, utilizzando tool di analisi avanzati tra cui programmi di statistica come Python, R o Spark. Quest’analisi gioca infatti un ruolo centrale nel processo decisionale fornendo alle aziende gli strumenti necessari per affrontare con successo sfide sempre più complesse.

2.Data Architect
Lavorare all’interno dello scenario dei Big Data è una cosa, costruire una struttura dati complessa è un’altra! Dalla definizione dello storage alla progettazione di un’infrastruttura per la gestione di dati non strutturati, un bravo Data Architect è capace di dare vita a soluzioni di successo per affrontare al meglio lo scenario dei Big Data.

3.Insight Analyst
Benché la loro denominazione cambi da azienda a azienda, è innegabile che la domanda di analisti tecnicamente competenti, capaci di creare insight dettagliati, sia cresciuta in modo esponenziale. Lavorando fianco a fianco alle divisioni marketing e prodotto, gli insight analyst utilizzano strumenti di analisi statistica per ricavare, da grandi quantità di dati, informazioni a supporto delle strategie di acquisizione e fidelizzazione dei clienti. Dal punto di vista tecnico, gli insight analyst hanno competenze su uno o più strumenti di analisi statistica come SQL, SAS e SPSS. Tuttavia molte aziende sono sempre più interessate al contributo che i linguaggi di programmazione Phyton e R possono fornire in tema di profondità dell’analisi.

4.Big Data Engineer
Come detto precedentemente, il data engineer possiede le competenze per raccogliere, archiviare e lavorare i dati di un’azienda per facilitarne l’analisi. Inizialmente questo prevedeva l’utilizzo di database relazionali per gestire dati archiviabili sotto forma di tabelle ma, con l’avvento dei Big Data, le strutture tradizionali per la gestione dei dati non sono più sufficienti. Per questo la figura del Big Data Engineer è chiamata a realizzare e amministrare strutture in grado di gestire quantità di dati ampie e complesse attraverso database NoSQL come MongoDB. Molte aziende utilizzano il framework Hadoop insieme a strumenti avanzati come Hive, Pig e Spark, ma le infrastrutture per la gestione dei Big Data sono davvero numerose.

5.Sviluppatori Software
Non nasce propriamente come professione digital, ma il boom dei Big Data ha portato a un considerevole aumento delle aziende che realizzano applicazioni web-based. Ormai infatti è prassi combinare i tradizionali tool per lo sviluppo di software come Javascript, C# e PHP con framework basati sul linguaggio Python come Django, Pyramid o Flask.

6.Esperti in visualizzazione
Con il boom delle dashboard e degli strumenti di visualizzazione dei dati, sono sempre più richiesti sviluppatori che abbiano competenze anche nell’utilizzo di piattaforme di analisi dati come Tableau, Qlikview/QlikSense, SiSense and Looker. Stanno ottenendo inoltre grande riconoscimento professionisti con esperienza nell’uso di tool quali d3.js per la creazione di visualizzazioni interattive e di browser web.

7.Sviluppatore BI
Lo sviluppatore Business Intelligence, nella sua forma più semplice, costruisce strutture di dati complesse, partendo dal data storage e arrivando a produrre report e dashboard. Un tempo prerogativa delle divisioni finance e commerciale, la business intelligence costituisce oggi un comparto a sé con sviluppatori che hanno come obiettivo principale proprio la realizzazione di dashboard pronte all’uso per facilitare il compito dei manager che, in questo modo, possono ottenere informazioni chiave sulle performance aziendali al fine di rivederle e migliorarle.

8.Data Engineer
Nel mondo dei Big Data, per poter procedere con l’analisi, la priorità è sicuramente l’organizzazione del flusso di dati. La Business Intelligence e la Data Science non possono prescindere dall’avere a disposizione strutture di dati ben organizzate e pronte all’uso ottenute anche attraverso l’impiego di tool di gestione come SQL Server, Oracle e database SAP. Un professionista esperto nella gestione di dati e processi ETL (Estrazione, Trasformazione e Caricamento) rappresenta un must per molte aziende.

9.Campaign Analyst/CRM Analyst
Programmi fedeltà, strumenti di web analytics, Internet of Things (IOT) hanno portato ad un consistente flusso di dati sui comportamenti dei consumatori online che le aziende utilizzano sempre di più a sostegno delle loro strategie di crescita. Le divisioni marketing, in particolare, sono chiamate ad eleborare campagne sempre più mirate che tengano conto di questi dati. I campaign analysts sfruttano le loro competenze nell’utilizzo di Excel e di strumenti per l’analisi di dati come SQL per fornire una fotografia dettagliata dei consumatori, permettendo così alle campagne di digital marketing di raggiungere il corretto target audience. Se a ciò si aggiunge poi l’utilizzo di software per la gestione delle campagne come Adobe Campaigns, le aziende possono assicurarsi che le loro strategie marketing colpiscano nel segno andando a soddisfare i bisogni reali del mercato di riferimento.

10.Chief Data officer (CDO)
Per tutte le società che mirano a ottenere il massimo rendimento dal potenziale dei Big Data, nominare un Chief Data Officer è fondamentale. Il numero di questi professionisti è passato da soli 400 nel 2014 a oltre 1000 nel 2015 e si stima che per il 2019 il 90% delle grandi aziende avrà un Chief Data Officer. Il ruolo del CDO è variegato e complesso e comprende un ventaglio di competenze tra cui data infrastructure, data governance, data security, business intelligence, analisi degli insight e analisi avanzata. Questa figura professionale non solo deve essere tecnicamente competente, ma deve anche essere in grado di capire e guidare gli obiettivi aziendali e i processi di cambiamento a livello manageriale per allinearsi al business plan della compagnia.

Evviva le ECDL (Patente Europea del Computer)!

I floppy

Quando dai in mano ad un bambino una scheda perforata e gli chiedi cos’è? a cosa serviva?. La gira e la rigira e difficilmente riesce a darti una risposta plausibile, ed è comprensibile. Sicuramente non ha mai visto niente di simile e nemmeno strumenti a carta perforata o a rullo. Spesso anche gli insegnanti non sanno rispondere.
E per i floppy?
Devo ancora sperimentarlo. Immagino che soprattutto con i più vecchi in cartone da 8 pollici le risposte possano essere simili.
Sono invece sicuro che nel caso di vecchi nastri da sala macchine le risposte possano essere più azzeccate vista la somiglianza con le musicassette.
Nelle fotografia (wikipedia) floppy da 8, 5¼ e 3½ pollici.