STEM femminile in un film: An American Girl Story: Summer Camp, Friends For Life

Un bel film fa comprendere l’importanza della STEM soprattutto per ragazzine partendo dallo studio della natura.
Assolutamente da guardare: An American Girl Story: Summer Camp, Friends For Life!

Don’t let anyone rob you of your imagination, your creativity, or your curiosity.
It’s your place in the world; it’s your life.
Go on and do all you can with it, and make it the life you want to live.

Dr. Mae Jamison, Astronaut, NASA

La formazione degli adulti è necessaria, io vorrei aggiungere il coding

Sono 13 milioni gli italiani senza titolo di studio. L’emergenza educativa non è marginale, riguarda quasi il 50% degli adulti.
Il 41% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha al massimo una licenza media, con picchi drammatici in Sardegna, Sicilia e Calabria, dove più della metà della popolazione non ha un diploma dato Istat 2014.
Nel 2012 la percentuale di 25-34enni senza diploma del secondario superiore (28%) era la terza più alta dei Paesi dell’Europa a 21, dopo Portogallo (42%) e Spagna (35%), ed era molto più alta rispetto alla media del 15,7% dell’UE.

In un tale contesto la formazione degli adulti è necessaria ed io vorrei aggiungere il coding come unico reale modo per comprendere i cambiamenti tecnologici/internet che ci coinvolgono!

Lo smartphone è una opportunità per i nostri figli o un problema?

Lo smartphone è un computer e come tale è un potentissimo strumento. Può essere trasformato in una importante opportunità per i nostri figli o può diventare uno smisurato problema.
Lo smartphone si può utilizzare a scuola?
In certe condizione può essere indispensabile, generalmente è sconsigliato.
Cosa ne pensano i cinesi in merito, maggiori produttori al mondo?
Questo è un video di una scuola periferica dove i cellulari che vengono confiscati vengono pubblicamente distrutti.


Sarebbe in Italia proponibile?

Un bravo formatore deve tenere Juve!

Alla fine di un corso mi hanno detto: ma in aula è successo qualcosa di strano?
A me sembrava non fosse successo niente di strano. I ragazzi avevano seguito, ogni tanto qualche battuta, il rapporto instaurato era valido, …
Hai avuto una valutazione pessima.
Forse ho dato il taglio sbagliato al corso, forse era troppo teorico e dovevo darlo più tecnico, forse …
Solo io ho avuto una valutazione pessima? SI.

Pensavo anche di essere bravino, pensavo di impegnarmi un po’ più della media, sicuramente mi interessano i ragazzi e mi fa piacere che a loro resti il più possibile, … Dove ho sbagliato?

Si insinua un dubbio. Vuoi vedere che la causa di tutto è perché inizialmente avevo preso in giro in maniera bonaria il leader juventino?
Prima della finale di coppa gli avevo parlato di triplete, poi visto che si toccava avevo rincarato la dose.

La valutazione è stata fatta lunedì successivo alla finale!

Un bravo formatore deve tenere Juve! 😉

Che sistema operativo installare sui computer della propria scuola?

A voi sembra una domanda banale ma più che in un’azienda la scelta corretta di un sistema operativo in una scuola significa anche agevolare gli studenti in quella che sarà il loro futuro aziendale o agevolare la scuola nella gestione o …
Inoltre gli eventi odierni relativi al WannaCry mettono sul piatto della bilancia un’altra importante questione.

Partiamo da WannaCry: se è importante che la scuola non abbia di questi problemi, se è importante che la scuola non sia assillata da security, antivurus, antimalware, sistemi di backup, aggiornamenti, … allora si dovrebbe entrare nel ottica di sistemi operativi cloud, leggeri, con il minimo installato localmente e tutto quello che serve online (ai potrebbe però aprire il problema privacy degli studenti e protezione dati sensibili della scuola).
In questo caso al momento non c’è molto: Chrome OS e/o Android. Hanno annunciato l’uscita a breve, proprio per le scuole, Windows Cloud, ma si potrebbe anche utilizzare una versione di Linux leggera e magari gradevole come Linux Mint che potrebbe girare anche su computer un po’ datati.
Se però guardiamo il problema dal punto di vista dei ragazzi e del loro futuro professionale, sarebbe molto meglio avere sistemi Windows anche datati con molti bug, e problemi di aggiornamenti, di backup, di antivurus, di antimalware, …
Sono in questo modo i ragazzi potrebbero affrontare i problemi reali e aziendali e capire come funzionano i relativi procedimenti di difesa, quali sono i migliori software, come procedere nella gestione quotidiana, …

L’importante che non si pensi che l’informatica sia la conquista dell’ECDL. Eccellenza informatica vuol dire conoscenza di quello che si nasconde dietro, la programmazione e capire come funzionano le cose. Se ci si vuol limitare al front end almeno un utilizzo spinto della modalità cloud con un conseguente uso multipiattaforma e cooperativo.

Sleep Revolution: abbiamo imparato a dormire poco e l’abbiamo insegnato ai nostri figli

Ricevo oggi comunicato e mi chiedo: se vale per i manager ed in generale per chi lavora perché non dovrebbe valere per i nostri figli e per chi studia?

Se fino a ieri dormire poco, per dedicarsi alla carriera giorno e notte, era considerato tratto distintivo delle persone di successo, oggi questo paradigma è finalmente cambiato. Negli USA si parla di “sleep revolution” e molti CEO di grandi compagnie stanno cambiando abitudini. Del resto una ricerca di RAND Europe ha quantificato per la prima volta l’anno scorso i danni economici provocati dalla mancanza di sonno fra i lavoratori: negli Stati Uniti ha un costo di oltre 400 miliardi di dollari all’anno.

«In Italia abbiamo una cultura diversa da quella americana, ma ciò non significa che la mancanza di sonno non sia un problema. Spesso sottovalutiamo gli effetti negativi del dormire poco o male, e sul lavoro pensiamo di recuperare a suon di caffè. Ma è solo un palliativo: per lavorare meglio, dobbiamo dormire meglio» Luigi Innocenti, titolare e fondatore di Astro Italia.

Ci rende migliori a risolvere i problemi. Il detto popolare recita che per uscire da una situazione difficile dobbiamo “dormirci su”. C’è un fondamento scientifico: quando dormiamo, infatti, il cervello continua a essere attivo, riordina le idee e quando ci svegliamo le cose ci appaiono più chiare, e siamo portati a trovare soluzioni più creative e intelligenti.
Migliora le relazioni interpersonali. Nei meccanismi che regolano sia il sonno sia l’umore sono coinvolti gli stessi neurotrasmettitori, serotonina e dopamina, e un ormone, la melatonina. Il loro legame è complesso, ma i risultati li conosciamo bene: se siamo riposati siamo anche più felici, più energici e più ben disposti verso gli altri. E questo fa una differenza enorme quando abbiamo a che fare con i colleghi, con i clienti o con il capo.
Aumenta la capacità di reazione. Reattività e concentrazione diminuiscono quando non si dorme o si dorme male. Basti pensare che 24 ore senza sonno hanno effetti simili a quelli di un tasso alcolemico di 1g/L, cioè il doppio della soglia legale in Italia.
Migliora la memoria. Durante il sonno il nostro cervello riordina le idee, fissando quelle importanti nella memoria e “pulendo via” ciò che non serve. Per questo, quando notiamo che dimentichiamo troppi appuntamenti e scadenze, è bene fare mente locale: non stiamo diventando stupidi, il problema probabilmente è che non dormiamo abbastanza.
Ci aiuta a non arrivare stanchi a fine giornata. Se non si dorme abbastanza, il giorno successivo ci si stanca più velocemente: su una giornata lavorativa di 8 ore, si risulta esausti circa un’ora prima del solito. E quando si è esausti, si comincia a procrastinare e la produttività si azzera.

Se date pad ai vostri bambini non lo fate per il loro bene

Mi ricordo l’impatto come genitore quando entrando nei locali, soprattutto pizzerie, vedevo genitori da una parte che chiaccheravano e bambini dall’altra con pad che giochicchiavano e guardano video e film (oggi lo scenario è ulteriormente cambiato, i genitori non chiaccherano e guardano i rispettivi smartphone).
Per me era evidente: il dare pad ai bambini non era per il loro bene ma per l’egoismo dei genitori, non era per dare maggiori possibilità ai propri figli ma per creare momenti di tranquillità per i genitori.
Come padre tecnologico ho vietato (e sto vietando) pad e smartphone alle mie figli fino alle superiori. Comunque in una camera vi sono computer sempre connessi ad internet che possono utilizzare per motivi scolastici e raramente per divertimento.

Per anni le mie figlie erano viste come retrograde ed io e mia moglie come genitori che non capivano le opportunità che facevamo perdere ai nostri figli.

Oggi non si fa altro che parlare di cyberbullismo e di problemi legati all’abuso dell’utilizzo di connessione.

Inoltre ricerche iniziano ad affermare frasi per me da sempre scontate come “Bambini, troppo ipad può causare ritardo del linguaggio”

Insegnamo a programmare per sfruttare la tecnologia!

Non buttare via il tuo vecchio computer, gioca ad installare Linux

20 – 25 anni fa feci fare la prima installazione aziendale di un server linux in Eni.
In Eni avevamo una marea di unix (solaris, aix, hpux, …) ed intravvedevo in linux uno standard per i vari dialetti unix.
Inoltre mi piaceva la filosofia del software libero ed ho partecipato a molti linux day.
Ho però sempre criticato la complessità, il non essere pensato per utenti semplici fruitori ma veri nerd.
Per questa ragione sui miei client ho sempre installato windows facendo inorridire i guru linux.
Oggi le cose sono molto cambiate, linux è anche client e ovunque. Android è un “linux”, negli apparati di rete spesso vi sono dei linux, nei sistemi IoT vi saranno soprattutto linux.
Oggi linux non è più solo server ma è anche client.
Questo per dire: non buttate via il vostro vecchio computer, giocate ad installare un linux. Non fate l’errore di farlo partire da chiavetta senza installarlo, dire che non vi piace e non usarlo più.
Installatelo cancellando tutti i vostri dati ed utilizzatelo come se fosse solo cloud, come fosse un Chrome OS o il prossimo Windows cloud.
Io ho fatto così, ho installato come browser chromium ed ora con il mio google account, gmail e drive ho un computer cloud veloce con le stesse cose che potrei utilizzare da qualsiasi piattaforma.
Volete poter lavorare anche se non c’è la connessione ad internet? LibreOffice dovrebbe già essere installato. Non è office, non è drive ma potete lavorare e poi importare il semilavorato in altri strumenti per fare i ritocchi.

Non buttare via il tuo vecchio computer, gioca ad installare Linux!

Richiesta di professionisti capaci di analizzare e gestire grandi quantità di dati

I Big Data occupano un posto di rilievo nell’agenda di molte aziende. Una grande opportunità dal punto di vista occupazionale che, secondo i consulenti di Hays, una delle società leader nel recruiting specializzato, nei prossimi mesi si concretizzerà in un incremento della richiesta di professionisti capaci di analizzare e gestire grandi quantità di dati.

Questa la classifica delle 10 figure professionali sui cui si concentreranno le attenzioni dei recruiter nel 2017.

1.Data Scientist
In America è già considerato il lavoro numero 1 e ci sono varie scuole di pensiero su quale sia la vera definizione di Data Scientist. Sicuramente è un professionista con un background accademico molto forte (Master o Dottorato di Ricerca) in discipline quali Statistica, Matematica, Fisica o Economia e profonde conoscenze di Data Mining e Machine Learning. Un bravo Data Scientist è in grado di indentificare e risolvere problemi altamente complessi legati al business, utilizzando tool di analisi avanzati tra cui programmi di statistica come Python, R o Spark. Quest’analisi gioca infatti un ruolo centrale nel processo decisionale fornendo alle aziende gli strumenti necessari per affrontare con successo sfide sempre più complesse.

2.Data Architect
Lavorare all’interno dello scenario dei Big Data è una cosa, costruire una struttura dati complessa è un’altra! Dalla definizione dello storage alla progettazione di un’infrastruttura per la gestione di dati non strutturati, un bravo Data Architect è capace di dare vita a soluzioni di successo per affrontare al meglio lo scenario dei Big Data.

3.Insight Analyst
Benché la loro denominazione cambi da azienda a azienda, è innegabile che la domanda di analisti tecnicamente competenti, capaci di creare insight dettagliati, sia cresciuta in modo esponenziale. Lavorando fianco a fianco alle divisioni marketing e prodotto, gli insight analyst utilizzano strumenti di analisi statistica per ricavare, da grandi quantità di dati, informazioni a supporto delle strategie di acquisizione e fidelizzazione dei clienti. Dal punto di vista tecnico, gli insight analyst hanno competenze su uno o più strumenti di analisi statistica come SQL, SAS e SPSS. Tuttavia molte aziende sono sempre più interessate al contributo che i linguaggi di programmazione Phyton e R possono fornire in tema di profondità dell’analisi.

4.Big Data Engineer
Come detto precedentemente, il data engineer possiede le competenze per raccogliere, archiviare e lavorare i dati di un’azienda per facilitarne l’analisi. Inizialmente questo prevedeva l’utilizzo di database relazionali per gestire dati archiviabili sotto forma di tabelle ma, con l’avvento dei Big Data, le strutture tradizionali per la gestione dei dati non sono più sufficienti. Per questo la figura del Big Data Engineer è chiamata a realizzare e amministrare strutture in grado di gestire quantità di dati ampie e complesse attraverso database NoSQL come MongoDB. Molte aziende utilizzano il framework Hadoop insieme a strumenti avanzati come Hive, Pig e Spark, ma le infrastrutture per la gestione dei Big Data sono davvero numerose.

5.Sviluppatori Software
Non nasce propriamente come professione digital, ma il boom dei Big Data ha portato a un considerevole aumento delle aziende che realizzano applicazioni web-based. Ormai infatti è prassi combinare i tradizionali tool per lo sviluppo di software come Javascript, C# e PHP con framework basati sul linguaggio Python come Django, Pyramid o Flask.

6.Esperti in visualizzazione
Con il boom delle dashboard e degli strumenti di visualizzazione dei dati, sono sempre più richiesti sviluppatori che abbiano competenze anche nell’utilizzo di piattaforme di analisi dati come Tableau, Qlikview/QlikSense, SiSense and Looker. Stanno ottenendo inoltre grande riconoscimento professionisti con esperienza nell’uso di tool quali d3.js per la creazione di visualizzazioni interattive e di browser web.

7.Sviluppatore BI
Lo sviluppatore Business Intelligence, nella sua forma più semplice, costruisce strutture di dati complesse, partendo dal data storage e arrivando a produrre report e dashboard. Un tempo prerogativa delle divisioni finance e commerciale, la business intelligence costituisce oggi un comparto a sé con sviluppatori che hanno come obiettivo principale proprio la realizzazione di dashboard pronte all’uso per facilitare il compito dei manager che, in questo modo, possono ottenere informazioni chiave sulle performance aziendali al fine di rivederle e migliorarle.

8.Data Engineer
Nel mondo dei Big Data, per poter procedere con l’analisi, la priorità è sicuramente l’organizzazione del flusso di dati. La Business Intelligence e la Data Science non possono prescindere dall’avere a disposizione strutture di dati ben organizzate e pronte all’uso ottenute anche attraverso l’impiego di tool di gestione come SQL Server, Oracle e database SAP. Un professionista esperto nella gestione di dati e processi ETL (Estrazione, Trasformazione e Caricamento) rappresenta un must per molte aziende.

9.Campaign Analyst/CRM Analyst
Programmi fedeltà, strumenti di web analytics, Internet of Things (IOT) hanno portato ad un consistente flusso di dati sui comportamenti dei consumatori online che le aziende utilizzano sempre di più a sostegno delle loro strategie di crescita. Le divisioni marketing, in particolare, sono chiamate ad eleborare campagne sempre più mirate che tengano conto di questi dati. I campaign analysts sfruttano le loro competenze nell’utilizzo di Excel e di strumenti per l’analisi di dati come SQL per fornire una fotografia dettagliata dei consumatori, permettendo così alle campagne di digital marketing di raggiungere il corretto target audience. Se a ciò si aggiunge poi l’utilizzo di software per la gestione delle campagne come Adobe Campaigns, le aziende possono assicurarsi che le loro strategie marketing colpiscano nel segno andando a soddisfare i bisogni reali del mercato di riferimento.

10.Chief Data officer (CDO)
Per tutte le società che mirano a ottenere il massimo rendimento dal potenziale dei Big Data, nominare un Chief Data Officer è fondamentale. Il numero di questi professionisti è passato da soli 400 nel 2014 a oltre 1000 nel 2015 e si stima che per il 2019 il 90% delle grandi aziende avrà un Chief Data Officer. Il ruolo del CDO è variegato e complesso e comprende un ventaglio di competenze tra cui data infrastructure, data governance, data security, business intelligence, analisi degli insight e analisi avanzata. Questa figura professionale non solo deve essere tecnicamente competente, ma deve anche essere in grado di capire e guidare gli obiettivi aziendali e i processi di cambiamento a livello manageriale per allinearsi al business plan della compagnia.

Evviva le ECDL (Patente Europea del Computer)!

Che ci azzecca la matematica col calcio?

Che ci azzecca la matematica col calcio? Forse poco ma mi sembra molto interessante questa iniziativa napoletana che cerca legami tra calcio e matematica (la matematica è la base di ogni materia scientifica e soprattutto della programmazione)
Coinvolte: matematiciperlacitta.org fondazionecannavaroferrara.it e Arci Scampia